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Napoli dai mille colori

Cosa vedere a Napoli

Napule è mille culure, Napule è mille paure

Napule è nu sole amaro, Napule è addore è Mare

Napule è na carta sporca e nisciuno se ne importa

Napule è na’ camminata inte viche miezo all’ato

Napule è tutto nu suonno e a sape tutto o’ munnoù

Così Pino Daniele descrive Napoli e, sinceramente, io non potevo fare di meglio. Viva, chiassosa, briosa, Napoli è una città che si fa riconoscere e rimane sulla pelle, nel cuore. La sua gente, le sue vie, i suoi palazzi, le sue strade e i suoi quartieri raccontano tutta un’altra Italia. Qui il Bel Paese assume sfumature diverse, colori unici.

Questo viaggio è stato fatto con Ginger e una nostra amica speciale, napoletana nel cuore. Abbiamo così girato in lungo e in largo questa città, via fino a Pompei e indietro di nuovo verso il cuore della Campania.

Sapete, non me l’aspettavo, ma Napoli si è rilevata più grande e ricca di cose da vedere di quello che mi immaginavo. Inoltre, mi ha davvero sorpreso in tutto: nonostante non sia tanto diversa da come viene rappresentata nei film, è una città che va visitata e assaporata, vista la sua forte tradizione culinaria. Inoltre è davvero ricca di storia, che fonda le sue radici all’epoca greco-romana.

Insomma, il capoluogo campano merita in tutto e per tutto un bell’articolo che porta anche voi alla scoperta di questa città e dei suoi luoghi più sorprendenti.

Se volete info più pratiche come dove dormire, il budget e molto altro, date una lettura a questo articolo:

Piazza del Plebiscito e dintorni

Uno scorcio di Via Chiaia
Uno scorcio di Via Chiaia

San Ferdinando, Santa Lucia e la montagna di Pizzofalcone sono alcuni dei più bei quartieri di Napoli, dove sono situate alcune delle vie e delle zone più caratteristiche della città come Chiaia, via Toledo, il Vomero e i Quartieri Spagnoli. Qui si possono vedere alcuni dei punti d’interesse più amati in città, come Piazza del Plebiscito, Palazzo Reale, Castel dell’Ovo e Castel Nuovo.

Partiamo quindi per scoprire cosa vedere in questa parte di Napoli 😉

Piazza del Plebiscito, una piazza maledetta

Prima tappa in assoluto della nostra visita è stata proprio Piazza del Plebiscito, ubicata all’incirca alla fine della sempre affollata via Toledo e il lungo mare di Chiaia.

Subito si rimane affascinati dalla sua grandezza e dalla sua maestosità, chiusa da un lato dalla Basilica Reale Pontificia di San Francesco di Paola e dall’altro dal regale Palazzo Reale. Su questa piazza affacciano anche il Palazzo della Prefettura e Palazzo Salerno. Da non dimenticare anche lo storico cafè di Napoli, il Cafè Gambrinus, dove assaggiare i dolci napoletani più buoni:

Tra uno scatto e l’altro, vi consiglio un fare un piccolo giochetto, suggerito da vari amici napoletani.

Collocatevi davanti alla porta del Palazzo Reale, dandogli le spalle. Ora bendatevi gli occhi e incamminatevi verso la Basilica. L’obiettivo è attraversa la piazza e passare tra le due state equestri, una che rappresenta Carlo III di Borbone e l’altra suo figlio Ferdinando I.

Penserete: che ci vuole? Scoprirete invece che non sarà così semplice e una volta riaperti gli occhi vi ritroverete persi per la piazza. Questo perché la piazza è stata volutamente costruita in questo modo.

Sappiate anche che la leggenda vuole che questo gioco veniva fatto anche nel passato. Difatti, la Regina Margherita concedeva una volta al mese ad un prigioniero una via di fuga, solo se questo però riusciva a superare le statue equestri… beh potete immaginare l’esito e la diceria è che questa piazza ha una maledizione, ancora oggi attiva perché è tuttora impossibile superare la prova ad occhi bendati.

Un’ultima cosa: da qui partono i tour per vedere il Tunnel Borbonico, un’altra chicca della Napoli sotterranea.

A proposito della Basilica di San Francesco di Paola

Dopo qualche foto in Piazza, ci siamo messe a percorrere il lungo porticato per raggiungere l’ingresso della Basilica, seguendo le sue enormi colonne doriche. Questo è uno dei più importanti esempi di architettura neoclassica in Italia.

Costruita in 30 anni, la Basilica di San Francesco di Paola fu iniziata nel 1816 su richiesta di Giocchino Murat. Murat venne poi cacciato e il progetto continuò su richiesta di Ferdinando I, Re delle Due Sicilie.

Si può accedere direttamente alla Basilica anche dalla piazza superando il portico in marmo di Carrara. Questo è costituito da 6 colonne ioniche che gli conferiscono l’aspetto di un antico tempio greco-romano.

Non fermatevi solo all’esterno, date un occhio anche dentro: di forma circolare, rimarrete affascinati dall’enorme Cupola e dalle colonne, 34 in totale, che percorrono l’intero perimetro della Basilica. L’effetto è davvero sorprendente. Lateralmente, si può poi visitare alcune cappelle. L’ingresso è gratuito 😉

Palazzo Reale e Teatro San Carlo

Fiero e maestoso, il Palazzo Reale di Napoli domina la parte nord-ovest di Piazza del Plebiscito.

Costruito nel 1600, qui vissero i viceré, i Borboni ed infine i Savoia oltre che a vari governatori. Questo comportò l’alternarsi di vari stili, dal barocco al neoclassico, che ancora si possono ammirare nel suo aspetto.

Una delle cose più particolare da vedere a Napoli sono gli Appartamenti Reali e la Biblioteca Nazionale.

Già dall’esterno a me è piaciuto moltissimo per i colori, la semplicità, le varie statue ad adornarlo e i grandi cancelli d’accesso (certo, non aspettatevi un castello incantato).

La visita all’interno inizia dall’ottocentesco Scalone d’Onore: splendido! Totalmente rivestito con marmi policromi proveniente da tutta Italia, ha un’eleganza tale da renderlo fiabesco, nel mio immaginario simile a quello dove Cenerentola perde la sua scarpetta.

Palazzo Reale Napoli
Lo spettacolare Scalone d’Onore

Superato lo Scalone, si passa a visitare il piano nobile. La prima sala è il Teatrino del Re che oggi ospita convegni e spettacoli. Sappiate che le varie statue che decorano la sala sono di cartapesta. Davvero bellissimo!

Si passa poi agli Appartamenti del Re e successivamente quelli della Regina. Meritano poi la Galleria o Salone d’Ercole dove si tenevano i grandi balli e la Cappella Palatina. In questa cappella potrete vedere un sontuoso e ricco presepe fatto da grandi artisti del tempo, come Giuseppe Sanmartino, colui che realizzo la statua del Cristo Velato.

Gli ambienti sono molto belli, curati, ricchi di affreschi e mobili. Inoltre, da alcune sale è possibile avere anche una bellissima visuale di tutta Piazza del Plebiscito.

Ci sono poi dei cortili terrazzati interni che affacciano sul Golfo, ma purtroppo durante la nostra visita non era possibili visitarli.

La biblioteca Nazionale e Teatro Carlo

Usciti dal Palazzo e proseguendo per i vari cortili interni, potete raggiungere la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III. Sinceramente non è stata nulla di speciale: vedrete solo vecchi scaffali e moltissimi studenti intenti a studiare. Ti sembra quasi di rovinare la quiete.

Adiacente al Palazzo Reale, affacciato su Piazza Trento e Trieste, si trova poi il Teatro San Carlo. Si tratta del teatro d’Opera più antico d’Europa, costruito nel 1737.

Purtroppo, noi non abbiamo potuto visitarlo: al nostro arrivo il gruppo con guida in italiano era già partito e non riuscivamo ad aspettare il secondo (rischio di perdere l’aereo). Comunque, da varie foto, il suo interno deve essere davvero spettacolare. Magari potete approfittare di uno spettacolo per vederne le sale.
Teatro San Carlo

Chiaia, il lungomare e i Castelli sul golfo

Cosa vedere a Napoli
Il lungomare di Napoli

Tra le cose da vedere a Napoli non può mancare Chiaia che, grazie alle sue belle vie piene di negozi, locali, bar e ristoranti, è sempre affollata di gente da mattina a sera ed è considerato tra i più tranquilli e ricchi della città.

Se da un lato vi riporta nel cuore di Napoli, dall’altra si apre verso il golfo, regalando un bellissimo scorcio del Vesuvio e del mare. Infatti, passeggiando lungo una delle vie più romantiche di Napoli, Via Caracciolo, potrete raggiungere Mergellina e Posillipo.

Inoltre, oltre a palazzi, chiese, vie e piazze, quartieri e gallerie, a Napoli ci si perde anche tra i suoi castelli, tra i quali spiccano Castel dell’Ovo e Castel Nuovo.

Il maestoso Castel dell’Ovo

Castel dell’Ovo, ubicato sull’isola di Megaride, domina incontrastato il Golfo di Napoli.

L’origine del nome è tutta particola ed è legata ad una leggenda: pare che il Poeta Virgilio avesse messo un uovo nelle segrete di questo edificio con lo scopo di “tenerlo in piedi”. Se si fosse rotto, non solo sarebbe crollato il castello, ma ci sarebbero state ripercussioni negative anche su Napoli.

La sua storia è molto antica, si torna indietro fino ai romani. Prima su quest’isola sorgeva una lussuosa villa del primo console romano, che sfruttò quest’area e ne ricavò un castrum, che ancora oggi è visitabile e dove si può vedere la Sala delle Colonne. Successivamente divenne un ricovero per monaci e monache. Con l’arrivo dei Saraceni, divenne poi una vera e proprio fortezza. Nel corso della sua storia fu trasformata anche in una prigione e poi passerà infine nelle mani della Marina Militare. Oggi è proprietà del Comune di Napoli.

La cosa bella superato lo scenografico ponte, è passeggiare tra le sue viuzze come all’interno di una fortezza. Scorci scenografici si aprono dalle sue terrazze, regalando dei bellissimi punti panoramici su Napoli, sul Golfo e sul Vesuvio. Tutto molto affascinante e, perché no, romantico.

Attenzione che al suo interno organizzano differenti eventi e, se capitate nel momento sbagliato, potrebbe non essere consentito l’accesso (indovinate un po’? a noi ovviamente è successo).

Castel Nuovo e le sue torri

Castel Nuovo
Castel Nuovo e Maschio Angioino

Il medievale Castel Nuovo, conosciuto anche come Maschio Angioino, domina Piazza del Municipio e il porto di Napoli.

Costruito a partire dal 1266 su richiesta di Carlo I° d’Angiò, doveva divenire la residenza dei sovrani Angioini, ma questa non vi risiedette mai. Divenne poi un luogo per ospitare illustri personaggi. Furono poi gli Aragonesi a trasformare questo castello e farlo divenire quello che oggi si vede, ossia un imponente edificio caratterizzato da 5 grandi torri: quelle interne sono chiamate San Giorgio, di Mezzo e di Guardia; quelle esterne, affacciate sul mare e il porto, sono la torre dell’Oro e la torre di Beverello.

Poi, perse il suo valore durante l’assedio spagnolo, che gli diede una funzione militare.

Oggi è visitabile. Noi qui non siamo entrate, ma la guida suggerisce delle cose bellissime da vedere al suo interno, come la Cappella Palatina affrescata da Giotto, la Fossa del Coccodrillo e le Prigioni dei Barone. Inoltre, qui potete visitare il Museo civico.

A prescindere dal tempo, dedicategli comunque una visita anche solo dall’esterno. Personalmente, tra tutti i castelli, è quello che mi ha colpito di più. Recandovi poi nella zona della biglietteria e all’ingresso, potete per vedere il cortile interno e il l’arco d’ingresso chiamato Torre dalla Guardia: molto bello e riccamente decorato, sicuramente vi conquisterà.

La chiassosa Via Toledo e le sue chicche

Il nostro punto di riferimento è sempre stata la chiassosa Via Toledo che, con i suoi negozi, bar e ristoranti, è considerata la principale via di Napoli. Questa via costruita nel XVI secolo prese il nome dal vicerè che la volle: Dom Pedro de Toledo.

Lunga 1,2 Km, parte da Piazza Dante e termina a Piazza Trento e Trieste, a due passi da Piazza del Plebiscito. Vi consiglio di dare uno sguardo ai Palazzi di questa via. Inoltre, proprio camminando in direzione Piazza Dante, si apriranno sulla vostra sinistra i famosi quartieri Spagnoli.

Ultima cosa, sfruttate la metropolitana scendendo alla fermata Toledo, è veramente pazzesca e spettacolare il soffitto di stelle che vi accompagna all’uscita.

Palazzo Zevallos e…

Fermatevi anche a dare un occhio a Palazzo Zevallos, oggi sede delle Galleria d’Italia.

Costruito a metà del 1600 dall’omonima famiglia, questo Palazzo oggi è proprietà dalla Banca d’Italia e ospita una meravigliosa collezione di 120 opere d’arte con dipinti dal ‘600 fino all’800. Tra questi spicca al secondo piano della Galleria, nella Sala degli Stucchi, la tela di Caravaggio: Il Martirio di Sant’Orsola. Tra gli altri artisti, spiccano: van Wittel e suoi capolavori conservati nella Sala degli Uccelli; i dipinti di Luca Giordano; i capolavori della pittrice Artemisia Gentileschi.

…Galleria Umberto I

3 giorni a Napoli
La galleria Umberto I a Napoli

Altra chicca da non perdere è la Galleria Umberto I, costruita verso la fine del 1800 per risanare una delle zone più degradate della città. Gli accessi sono quattro: l’accesso da via Toledo non è quello principale (che invece affaccia su Teatro Carlo) ma sicuramente è il più utilizzato.

Entrando in questa Galleria e dirigendovi verso l’incrocio delle quattro vie da cui è formata, rimarrete affascinati dalla cupola alta 56m e dalle sue meravigliose vetrate che creano giochi di luce.

Bellissimi anche i tanti palazzi che vi si affacciano e che oggi ospitano tante attività commerciali. A tal proposito, qui c’è la sede della massoneria napoletana. Per questo motivo non vi sorprenderà vedere qualche simbolo massonico, come la Stella di Davide sul tamburo della cupola.

Guardando invece il pavimento, vedrete vari mosaici che rappresentano lo zodiaco e i punti cardinali.

I quartieri Spagnoli

Tutti sono incuriositi dagli ormai sempre più famosi Quartieri Spagnoli. Quello che li rende unici è la loro particolare conformazione: strette vie che si intrecciano tra loro creando un effetto labirinto, direi quasi claustrofobico visti i malconci edifici che sembrano chiudersi sulla propria testa. Effetto che si amplifica ancora di più dando uno sguardo ai panni stesi, agli addobbi, cartelloni e quant’altro che in verità li rendono ancora di più un’attrazione turistica.

Questi quartieri nacquero nel 1500 per ospitare gli eserciti spagnoli che si trovavano qui per evitare insurrezioni dei napoletani. Con il fatto che qui si trovava l’esercito, qui sorgevano taverne ed era molto diffusa la prostituzione rendendo questa zona già malfamata all’epoca.

Ubicati nel Centro Storico della città, già da Via Toledo vi sarà semplice dare uno sguardo all’interno di queste strette vie e vedere tutto il folklore dei Quartieri Spagnoli. Oggi sconsigliano di addentrarsi troppo in queste strette viuzze, soprattutto nella parte alta. Questo non significa che non potete passeggiare nella parte più bassa e scoprire botteghe, mercatini e tipici ristoranti dove assaggiare la vera cucinata napoletana e la tradizione italiana.

Nel cuore di Napoli: tra le vie dell’antico centro

Tra i punti più caratteristici di Napoli c’è l’antico centro che corrisponde alle antiche strade di origine greco-romana (decumani) tuttora percorribili e che rappresentano la parte più folkloristica e spettacolare della città. Sto parlando delle famose Via dei Tribunali e Spaccanapoli.

Decumani di Napoli
Via dei Tribunali

Qui, nel dedalo di stradine e viuzze che si incastrano tra di loro, potete visitare moltissimi siti storici, come: la Cappella di San Severo dove è conservato la statua del Cristo Velato, il complesso monumentale di Santa Chiara con le bellissime maioliche del chiostro, San Lorenzo e la sua Neapolis e poco distante Via San Gregorio Armeno, meglio conosciuta come la via dei Presepi. Poi ancora lo Spedale degli Incurabili, la Piazza del Gesù Nuovo con la sua insolita chiesa ed il Duomo di Napoli.

Se stare in superficie non vi basta, potete perdervi anche nella Napoli sotterranea.

Non vi basta? 😉 In queste strade impazza la street art con un susseguirsi di murales, uno più particolare dell’altro. Anche Bansky è rimasto affascinato da questo quartiere e proprio qui ha lasciato una sua impronta. In Piazza… potrete vedere la Madonna con Pistola.

Nell’articolo dedicato ai Decumani di Napoli vi riporto tutti i dettagli sull’antico centro di Napoli, con tanto di itinerario da consultare per girare per i Decumani di Napoli oltre ad informazioni e curiosità su quello che andrete a vedere. Il mio consiglio comunque è di perdervi per le sue viuzze affollate e caciarone. Qui si assapora la folkloristica Napoli, tra un motorino e l’altro, una folla chiassosa e il profumo dei tipici cibi napoletani.

A proposito di cibo, in questa zona trovate due delle storiche pizze Napoletane: Sorbillo e Di Matteo. Le riconoscerete dalla folla in attesa davanti all’ingresso.

Cosa vedere al Vomero

Sicuramente una delle cose più spettacolari e raggiungere la cima del Vomero e affacciarsi dal Belvedere di San Martino per godersi lo splendore di Napoli, del Golfo e il lontano ma vicino Vesuvio che lo domina. Sia di giorno che di sera assume sfumature bellissime. Noi abbiamo deciso di venire qui di sera, al tramonto: la vista è mozzafiato.

La vista di Napoli dalla collina del Vomero
La vista di Napoli dalla collina del Vomero: inconfondibile il Vesuvio in sfondo

L’unica pecca è che credevamo di vedere più chiaramente Spaccanapoli dall’alto, ma purtroppo non siamo quasi riuscite a distinguerla: non so, forse le luci della città o forse le foto che si vedono sui siti sono fatti da altri punti panoramici che non sono al Vomero. A parte questo è davvero molto romantico e affascinante.

Qui, se volete, troverete qualche locale carino dove potervi fermare a fare un aperitivo lasciandovi affascinare da Napoli dall’alto.

Salendo quassù al tramonto, non abbiamo avuto modo di visitare due punti d’interesse che in verità promettevano molto bene: La Certosa di San Martino e il vicino Castel Sant’Elmo.

La Certosa di San Martino e il vicino, ma imponente, Castel Sant’Elmo

Dal Belvedere si accede alla Certosa e Musei di San Martino, un tripudio di barocco napolenato. Una volta dentro, questo complesso monumentale è una delle strutture religiose più grandi di Napoli, con le sue centinaia di sale, 2 chiese, il Chiostro Grande e il Chiostro dei Procuratori, cappelle e quant’altro. Qui si possono vedere moltissime opere dell’arte napoletana.

L’edificio sorge all’inizio del 1300, in epoca angioina. Successivamente, nel 1500 e poi nel 1600 furono fatti vari interventi che portarono la Certosa ad assumere l’attuale aspetto. Sono visitabili anche i sotterranei dove vedere l’originario complesso gotico.

Accanto alla Certosa potete vedere anche Castel Sant’Elmo, che domina prepotentemente la collina del Vomero. Questo massiccio edificio dalla pianta a stella era in origine una chiesa e successivamente, nel 1349 Roberto d’Angiò lo trasformo in un castello. Divenne anche una prigione e oggi ospita invece il Museo del Novecento.

Per raggiungere questi due punti di interesse vi consiglio di prendere la funicolare. Dall’arrivo al Vomero a qui sono circa 10/12 minuti a piedi. Se volete, potete sfruttare anche il servizio autobus.

Tanto ancora da scoprire…

Pensate che abbiamo visto tutto in 3 giorni? Nonostante tutto quello che vi ho raccontato, Napoli riserva ancora tante sorprese. Noi non ci siamo state, ma se state programmando un viaggio più lungo in questa città prendete nota anche di questi luoghi:

  • Posillipo e Mergellina: la ricca collina di Posilippo e il lungo mare di Mergellina sono due pittorici punti della città che meritano una visita. A Posilippo spopola il bar , dove fare colazione su una terrazza affacciata sul mare.
  • Capodimonte: se fate tappa qui è sicuramente per vedere il famoso Museo di Capodimonte, ex Palazzo Reale con intorno la riserva reale di caccia. All’interno del Museo vi sono opere di fama internazionale: da Botticelli a Tiziano, fino ad Andy Warhol.
  • I campi Flegrei: questo parco naturale è famoso per i vari siti archeologici, i più antichi d’Europa, risalenti ai greci.

Che dire…

Visitare Napoli è stata un’esperienza bellissima regalata non solo dai suoi tanti luoghi, ma proprio dall’aria e dall’atmosfera che si respira per le sue vie. Avrete notato che sono tantissime le cose da vedere a Napoli, per questo non dimenticate di dare uno sguardo all’articolo dedicato all’antico centro storico:

Per scoprire quest’area e non perdetevi nemmeno l’articolo sulla nostra gita a Pompei:

Non mi resta che augurarvi un buon weekend a Napoli e se avete altro da suggerirmi, sono tutta orecchi! 🙂

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