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Danimarca in camper: terra vichinga e di castelli

Questo itinerario della Danimarca in camper è il racconto di viaggio minuto per minuto di due appassionati viaggiatori a bordo di un camper.

Tutto è pronto per la partenza alla volta della Danimarca in camper: i compagni di viaggio ci sono, la casa con le ruote pure e anche tanta voglia di scoprire nuovi posti. E allora….si parte!

Direzione Danimarca

DAY 1 – Si parte

Partiamo per questo tour della Danimarca in camper. Ci mettiamo in marcia nel primo pomeriggio in quella che sembrava la partenza meno intelligente del secolo.

Percorriamo L’A4 fino a Peschiera, poi la Strada Statale fino ad Affi e infine imbocchiamo la Brennero. Facciamo una sosta a Chiusa, in Alto Adige e raggiungiamo Vipiteno attorno alle 19.45, dove ci fermiamo per la notte nel parcheggio della cabinovia Montecavallo (coordinate gps 46.90586, 11.43071).

È un parcheggio gratuito su sterrato, senza servizi e senza divieti; vi troviamo anche numerosi camper.

DAY 2 – In viaggio

Sveglia presto per approfittare di tutta la giornata e di nuovo alla guida. 

L’obiettivo di oggi è portarsi avanti il più possibile, ma purtroppo i lavori sull’autostrada tedesca ci rallentano parecchio. Facciamo una sosta per pranzare rapidamente dopo Monaco e ripartiamo.

La sera siamo dalle parti di Hildesheim, paesino a circa 35 km da Hannover e decidiamo di fermarci qui per la notte in un parcheggio per sosta auto e camper senza servizi, prossimo a un ristorante e alla fermata degli autobus (52.15741, 9.97407).

DAY 3 – Approdo in Danimarca

Anche oggi partenza col camper in prima mattinata con l’obiettivo di raggiungere la Danimarca. Nonostante gli infiniti chilometri di lavori stradali, alle 14.00 circa siamo a Tønder, finalmente in terra danese.

Ci fermiamo nel parcheggio del municipio (54.932646, 8.865141) e, dopo il pranzo, visitiamo questa piccola cittadina.

È caratterizzata da edifici in mattoni che risalgono al XVII secolo, i cui portoni sono tanto celebri da essere stampati sui cartelloni in vendita in tutti i negozi di oggettistica del paese.

Dopo la visita ci spostiamo a Hojer; parcheggiamo di fronte al mulino in uno spazio un po’ piccolo per il nostro mezzo (54.964226, 8.693717). Non visitiamo il mulino perché siamo arrivati al momento della chiusura, ma facciamo due passi per il paesino scattando qualche foto alle caratteristiche case con il tetto di paglia.

Ci rimettiamo in marcia alla volta dell’isola di Rømø.

Dopo un tentativo di sostare al Camperplads Oasen (in Romersvej 9) fallito per mancanza di posti, ci fermiamo al Kommandørgardens Camping, che troviamo sulla strada principale (55.098690, 8.542800).

Hojer Danimarca
Il mulino di Hojer e le tipiche case con il tetto di paglia

La costa ovest dello Jylland

DAY 4 – Lakolk & Rømø

Ci svegliamo al campeggio con un bel sole, facciamo camper service e poi partiamo per la spiaggia di Lakolk, un’enorme area famosa per essere carrabile e quindi interamente percorribile da auto e camper. La sosta è consentita per tutta la giornata, ma altrettanto vietata durante la notte.

Attorno alle 10.00 c’è ancora poca gente; parcheggiamo prima di una zona con sabbia poco battuta accanto a un altro camper e scendiamo a fare una passeggiata lungo la spiaggia. La giornata è molto calda e il mare è decisamente meno freddo di quanto mi sarei aspettata.

Decidiamo di fermarci per il pranzo e, dopo aver posizionato tavolo e sdraio all’ombra del camper, ci godiamo un po’ di fresco.

Dopo il pranzo decidiamo di ripartire ma, nonostante la scelta attenta del posto, le ruote sembrano essersi infossate nella sabbia. Abbiamo fatto diversi tentativi posizionando sotto le ruote dei pattini ma non c’è stato niente da fare perciò abbiamo chiesto aiuto a uno dei Pick-up che girano per la spiaggia proprio per questa ragione e che ci ha trainato fino a un punto più battuto.

Nonostante la disavventura credo che un posto come questo valga decisamente una visita, vista la sua particolarità.

Restiamo su Rømø e visitiamo il Kommandørgarden, edificio del 1748 ex residenza di comandanti danesi dediti alle rotte baleniere. (Diversamente da come indicato sulla nostra guida la visita non è gratuita, ma a pagamento: 50Kr gli adulti e 30Kr i bambini).

Verso le 16.00 ci spostiamo a Ribe e decidiamo di visitare prima il Vikinge Center, dato che musei e attrazioni chiudono sempre molto presto rispetto ai nostri standard (solitamente alle 17.00).

Si tratta di un museo all’aperto in cui sono ricostruiti vari edifici con lo stile dell’epoca vichinga e numerosi figuranti in costume rievocano, ognuno con il suo ruolo, le attività tipiche della quotidianità, mostrando i mestieri del tempo ed esponendo il risultato del loro lavoro che in alcuni casi può anche essere acquistato. Vi troviamo le abitazioni, i negozi dei fabbri, il mercato, l’arena, il porto e la chiesa. 

In un’ora riusciamo a visitare tutta l’area senza però assistere alle esibizioni e poi decidiamo di muoverci verso il centro di Ribe in bicicletta, lasciando il camper nel comodo parcheggio del museo.

Inauguriamo le nuove bici pieghevoli con una pedalata di 2,5 km verso il centro. Parcheggiamo davanti alla Domkirke e ci addentriamo nelle viuzze del paese a piedi, fotografando i vari edifici di mattoni e a graticcio.

Il paesino è abbastanza piccolo ma il centro è davvero carino e merita sicuramente di essere visitato.

Torniamo al camper e il nostro tour in Danimarca prosegue, infatti ci spostiamo sulla litoranea, fermandoci a Esbjerg nel parcheggio delle quattro statue (55.48751, 8.41235) appena in tempo per il tramonto; le sculture sono state donate dall’artista che le ha realizzate alla città di Esbjerg nel 1995, per festeggiarne il centenario.

La giornata è stata lunga e dopo una cena molto tarda è ora di dormire e ricaricarsi perché domani si va a Legoland, una delle tappe che più ci entusiasma del nostro tour in camper della Danimarca.

Danimarca in Camper
Dall’alto: La spiaggia di Lakolk, le ricostruzioni del Vikinge Center, le statue di Ebjerg e il tramonto visto dalla costa a Ebjerg

DAY 5 – Legoland

Oggi è in programma la visita a Legoland, il parco divertimenti a tema Lego nella città di Billund

Abbiamo acquistato i biglietti online ieri sera quindi all’arrivo entriamo direttamente.

Come prima tappa è d’obbligo il giro di Miniland, area dedicata alla ricostruzione in Lego di edifici e tratti urbani delle principali città danesi e del resto del mondo. Credo che solo quest’area valga la visita al parco, per il dettaglio con cui sono ricostruiti gli ambienti e la magia che trasmettono nel vedere aerei e barchette in movimento; sembra quasi di tornare bambini.

Facciamo poi un giro con il trenino che percorre tutto il parco e una corsa sulla giostra panoramica per vedere dall’alto le attrazioni. Il parco è abbastanza pieno e per ogni giostra ci sono almeno 20 minuti di attesa.

A fine giornata abbiamo visto e provato praticamente tutte le attrazioni, dall’acquario di Atlantis, al Ninja World, fino alla casa dei fantasmi, Polarland e Adventureland; decidiamo così di uscire per fare un salto a Lego House, a circa 2 km dal parco principale. 

Ci spiegano che il museo e le attività sono a pagamento e quindi preferiamo visitare solo l’area al piano terra dove è collocato lo Shop, simile a quello già presente dentro Legoland, e da dove si riesce a sbirciare la macchina per la produzione di Lego in funzione e le esposizioni dei piani superiori.

Per la notte ci spostiamo e raggiungiamo l’area di sosta di Ringkøbing presso il porto (56.08652, 8.24098), che è abbastanza piena, ma troviamo un posto anche se fuori dagli spazi delimitati per i camper.

DAY 6 – La costa dello Jylland e Thyborøn

Questa mattina percorriamo il tratto di litoranea, la strada 181, che collega Nymindegab e Thyborøn.

Dirigendoci verso Ringkøbing, ci fermiamo per qualche foto dall’alto delle scogliere che nascondono il mare. Visitiamo anche il Bovbjerg Fyr nel paesino di Lemvig, faro rosso eretto ai margini dell’alta scogliera. È possibile salire fino in cima e godere da lì una bella vista a 360° sulla costa centrale dello Jutland (Jylland).

Ripartiamo verso Thyborøn. Il paesino di pescatori è caratterizzato dalla Sneglehuset, la casa delle conchiglie, un edificio che è stato interamente coperto di conchiglie nell’arco di 25 anni da un pescatore.

Lo visitiamo solo esternamente ma leggiamo che all’interno c’è anche una bella collezione di navi in bottiglia, passatempo dei pescatori.

Un’altra peculiarità del luogo sono i numerosi bunker tedeschi allineati lungo la spiaggia che risalgono alla seconda guerra mondiale. Alcuni sono in parte distrutti o sommersi dalla sabbia mentre altri sono ben conservati e lasciano trasparire ancora la loro funzione difensiva e allo stesso tempo di controllo su chiunque arrivasse dal mare.

Nel pomeriggio ci spostiamo con il camper verso l’entroterra, per visitare lo Spøttrup Borg, il castello medievale meglio preservato della Danimarca.

L’edificio è ben tenuto esternamente grazie alle varie ristrutturazioni che l’hanno riportato alla sua forma originaria, con tanto di costruzione del fossato e del terrapieno che lo circonda.

Internamente è un po’ povero di arredamenti e decorazioni, in quanto le sale sono sostanzialmente vuote, anche se dettagliati cartelli descrivono la funzione di ogni stanza.

Dopo la visita al castello ci spostiamo per la notte verso la costa nord-occidentale e decidiamo di fermarci in un parcheggio in riva al fiordo nel paese di Sundstrup, su terreno sterrato misto a prato. Non ci sono altri camper, ma visto che non sono presenti divieti decidiamo di restare qui.

Danimarca in camper
Rubjerg Fyr, il faro rosso con la vista dalla cima e la Sneglehuset

DAY 7 – Skagen

Fin dalle prime ore del mattino siamo svegliati da un vento fortissimo che agita il camper come se ci fosse un terremoto.

Al mattino presto, ormai svegli, ci spostiamo in direzione del Rubjerg Knude, il faro circondato da dune di sabbia lungo la costa del Mare del Nord che porta a Skagen.

Il vento è sempre fortissimo e anche se le condizioni non sono delle migliori (visto che dobbiamo risalite la duna contro vento, con raffiche di sabbia lanciata come proiettili verso di noi) decidiamo lo stesso di andare verso il faro.

È una camminata molto difficile e con una visibilità ridottissima, tanto che un paio di volte ci fermiamo per decidere se proseguire o meno, ma alla fine ce la facciamo e arriviamo ai piedi del faro abbandonato, circondato da mattoni caduti in un paesaggio quasi lunare.

La vista del mare dalla cima è spettacolare e spaventosa allo stesso tempo, con il vento che muove tutto attorno a sé erodendo la costa e nuvole nere come la pece che si stanno avvicinando. Al ritorno abbiamo il vento forte che quasi ci sospinge in discesa, questa volta agevolandoci.

Tornati in camper ci spostiamo verso la chiesa insabbiata, Den Tilsandede Kirke, che a dispetto del suo nome ha meno sabbia attorno a sé rispetto al faro di prima. La si raggiunge dopo una breve passeggiata nella radura alla periferia di Skagen e si può salire fino al tetto di quella che una volta era la torre della Chiesa di S. Lorenzo, poi abbattuta.

Visto che il cielo si è aperto e che il vento è leggermente calato decidiamo di saltare per oggi la visita a Skagen e ci portiamo subito al parcheggio della punta di Grenen (57.738764, 10.632467) per andare in spiaggia a vedere il punto dove si incontrano i due mari.

Anche in questo caso la natura si dimostra sempre spettacolare e restiamo incantati nel vedere le onde di Mare del Nord e Mar Baltico che si scontrano su una lingua di terra che cambia continuamente aspetto.

È quasi l’ora del tramonto e ci fermiamo a scattare un po’ di foto con la luce calda della sera (solo la luce perché l’aria è fredda e l’acqua ancor di più) e il cielo blu punteggiato di nuvole che corrono veloci. Sulla spiaggia troviamo anche un cucciolo di foca che si rotola e ci guarda incuriosito.

La notte dormiamo nel parcheggio della punta, affollato di camper.

Rubjerg Knude
Rubjerg Knude – Il faro abbandonato e l’incontro dei due mari a Grenen

Da Skagen verso sud lungo lo stretto di Kattegat

DAY 8 – La scuola di Skagen

La mattina il vento è calato ma il cielo è grigio e promette pioggia. Ci spostiamo in centro a Skagen e dopo due passi inizia a piovere. Ci copriamo per bene e aspettiamo l’apertura dello Skagens Museum, in cui ci rifugiamo sperando che la pioggia si plachi.

Il museo raccoglie i dipinti degli artisti definiti “della scuola di Skagen”. Sono tutti pittori che si sono formati in quest’area e che hanno dato avvio al loro movimento nelle sale dell’Hotel Brøndums, di fronte al museo. I dipinti sono molto interessanti e danno una bella rappresentazione delle abitudini di vita dei pescatori e degli artisti alla fine dell’800.

Usciti dal museo, dato che ha smesso di piovere, facciamo due passi lungo il porto, dove acquistiamo del pesce fresco in un negozietto appena rifornito del pescato del giorno, e poi passeggiamo per le vie del centro.

Dopo pranzo, grazie a una tregua della pioggia che anzi lascia spazio a un po’ di sole, torniamo a Grenen per visitare il faro, il secondo più alto della Danimarca, e il Bunkermuseum, vecchio bunker della seconda guerra mondiale con funzione di ospedale da campo, ora adibito a museo.

Ci rimettiamo in viaggio e ci fermiamo per la notte in un parcheggio nel paese di Rebild, di fronte a un campeggio (56.832827, 9.845686).

Skagens Museum
Alcuni quadri dello Skagens Museum

DAY 9 – Rebild e dintorni

La mattina ci svegliamo con calma. Oggi fortunatamente abbiamo in previsione solo attività al chiuso, visto che probabilmente pioverà tutto il giorno.

Ci spostiamo con il camper di pochi chilometri rispetto a dove abbiamo dormito e visitiamo la Tingbaek Kalkminer a Rebild, miniera di calcare in disuso che ora ospita statue in gesso realizzate da artisti come preparazione per la successiva creazione delle versioni definitive in bronzo. In realtà ero molto più interessata a vedere le colonie di pipistrelli che la miniera ospita, ma purtroppo non ne ho adocchiato neanche uno.

Dopo una rapida visita ci spostiamo di un centinaio di chilometri verso Grenaa, cittadina sulla costa est dello Jutland.

Dopo pranzo ci rechiamo a visitare il Kattegat Centret, acquario costruito in riva al Kattegat, nome dato a questo tratto di mare. Arriviamo giusto in tempo per assistere al pranzo degli squali.

Ci fermiamo alcune ore, rapiti dalle vasche di vari pesci e molluschi e dalle diverse attività organizzate dall’acquario, come l’addestramento delle foche o la possibilità di vedere da vicino e toccare dei primitivi granchi chiamati Limulo.

Nel tardo pomeriggio ci spostiamo a Ebeltoft, presso l’Ebeltoft Strand Camping (56.209031, 10.678916).

Il campeggio sembra molto carino, in riva al golfo, con piscina a disposizione di tutti gli ospiti e mini golf a pagamento. Peccato che la pioggia non dia segno di smettere e quindi non possiamo goderci né il fatto di essere così vicini al mare né di essere in un’area così ampia e spaziosa.

DAY 10 – Fregata e Aarhus

La mattina spostiamo il camper appena fuori dal campeggio, nei pressi della Fregata e, ancora sotto una pioggerella leggera, ci dirigiamo a visitarla alla sua apertura.

Il veliero risale alla metà dell’800; è uscito indenne da 18 scontri in mare ed è poi diventata un’imbarcazione di lusso per il trasporto di nobili e reali. La visita parte dal museo che raccoglie diversi modellini di imbarcazioni e racconti di viaggi in nave e poi si esce ad ammirare la fregata per poi salire a bordo. È composta da tre livelli sotto coperta, con una netta definizione degli spazi, e dal ponte, al quale è possibile accedere anche dall’esterno. Dopodiché visitiamo il piccolo centro cittadino mentre il tempo si è sistemato regalandoci anche un’occhiata di sole.

Nel pomeriggio ci spostiamo ad Aarhus e, approfittando del sole, diamo precedenza alla visita all’orto botanico e al museo all’aperto Den Gamle By.

Il museo è un’interessante ricostruzione dell’abitato urbano di metà ottocento, con un racconto dettagliato delle principali professioni dell’epoca.

Gli edifici sono costruzioni originali del XIX secolo, spesso provenienti da altre città e ricostruiti nel museo, dando loro un’attenta ubicazione. I figuranti in costume, poi, ti danno l’idea di essere catapultato in un’altra epoca appena varchi il cancello, anzi lo steccato.

Oltre a quest’area vi sono anche edifici dei primi anni del ‘900 e un quartiere a tema anni ’70.

La sera ci spostiamo presso l’area di sosta del porto (56.139458, 10.217461), molto comoda con pagamento alla macchinetta automatica ed elettricità disponibile con l’utilizzo della tessera emessa sempre dalla macchinetta.

Den Gamle By
Den Gamle By – Ricostruzione di un edificio storico e figuranti in costume

DAY 11 – Tra chiese e Musei

La mattina usciamo dall’area ma, incerti se possiamo accedere all’area centrale a traffico limitato in quanto sprovvisti di Ecosticker (info sul sito ufficiale), decidiamo di lasciare il camper in un parcheggio sempre nei pressi del porto e da lì ci dirigiamo in centro con l’autobus.

La pioggia ci grazia e, durante la mattinata, esce anche un po’ di sole.

Visitiamo la Domkirke e la chiesa di Nostra Signora (con la bella cripta sottostante) e poi, con calma, passeggiamo per le vie del dentro fino all’ora di pranzo. Mangiamo in camper e poi ci spostiamo di una ventina di chilometri per visitare il “Momu”, Moesgaard Museum. Già la struttura in sé merita di essere vista: è un edificio realizzato parzialmente immerso nel terreno da cui fuoriesce trasversalmente, con il soffitto ricoperto d’erba e interamente percorribile da terra alla cima, come fosse una rampa.

Visitiamo entrambe le mostre, sia quella sotterranea dedicata alla preistoria che ospita reperti di epoca vichinga e i corpi di antichi abitanti della Danimarca, sia quella etnografica al piano più alto dedicata al tema della morte e al rapporto dei vari popoli del Mondo con essa e con la perdita dei propri cari.

Dopo la visita ci spostiamo in direzione di Odense ma, essendo già quasi ora di cena, ci fermiamo a Federicia nell’area di sosta del porto (55.552300, 9.729496), esattamente di fronte al mare e con vista sul ponte che separa lo Jutland dall’isola di Fyn. È un’area su sterrato, con un paio di tavoli in legno, delimitata da una sbarra e con la possibilità di allaccio elettrico.

L’isola di Fyn e la terra di Andersen

DAY 12 – Direzione Odense e la storia di Andersen

Dopo una notte senza pioggia finalmente ci svegliamo con il sole che si riflette sull’acqua dello stretto. Ci prepariamo e dopo aver fatto camper service alla stazione di servizio per le barche, partiamo alla volta di Odense, città natale di H.C. Andersen.

Parcheggiamo di fronte al Den Fynske Landsby appena dopo la sua apertura e lo visitiamo.

Questo “Villaggio della Fionia” è anch’esso un museo all’aperto focalizzato sulla rappresentazione della vita rurale sull’isola nel corso dell’800 e pertanto è ricco di ricostruzioni di fattorie, luoghi di allevamento di animali domestici e di raccolta. I figuranti interpretano i contadini e gli agricoltori dell’epoca, inscenando il lavoro nei campi e nelle fattorie. Rispetto al primo museo all’aperto che abbiamo visitato questo sembra essere più “monotematico”, essendo concentrato soprattutto sulla vita di campagna, ma è comunque interessante visitarlo.

Anche in questo caso dopo pranzo preferiamo lasciare il camper fuori dal centro e, visto che il tempo è abbastanza bello, ci spostiamo in bicicletta.

Nella piazza della Cattedrale di S. Canuto fervono i preparativi per il Blomsfestival, festival dei fiori, che inizierà da domani. Anche se il tempismo non è dei migliori, abbiamo comunque la fortuna di vedere già pronti numerosi allestimenti floreali che rendono ancora più caratteristico il centro di questa città delle favole. Visitiamo prima la chiesa costruita, come quasi tutte le chiese danesi, con mattoni a vista e poi decidiamo di andare alla scoperta di tutte le aree dedicate ad Andersen e, facendo il biglietto per la visita al museo di Andersen, possiamo accedere anche alle due case di Andersen (quella natale e quella dell’infanzia), al museo sulla storia e sulla cultura di Odense e al museo dei bambini.

Ci godiamo piacevoli camminate per le piccole e affollate vie del centro e sbirciamo nei negozietti di souvenir e prodotti locali. Terminiamo la passeggiata presso il fiume, che in corrispondenza del parco Munke Mose ha delle gradinate dove potersi sedere godendo della vista sull’acqua e del venticello fresco.

Torniamo al camper e continuiamo il nostro tour della Danimarca. La prossima tappa è il castello di Egeskov e decidiamo di recarci già lì, approfittando del grande parcheggio adiacente (55.173084, 10.489734; sterrato e senza servizi, ma anche senza particolari divieti).

Ci sono già altri camper italiani e così ci posizioniamo accanto a loro per la notte; domani mattina saremo già qui pronti per la visita alle 10.

DAY 13 – Tra isole e castelli

La visita a Egeskov ci richiede tutta la mattina. Partiamo dalle aree esterne, dai bei giardini che circondano l’area, con il labirinto, il giardino delle Dalie, quello delle piante aromatiche, quello rinascimentale, quello barocco e i molti altri spazi verdi.

Ci spostiamo poi nell’area dell’esposizione “Uomo e meccanica”, dove sono esposte numerose auto e moto d’epoca, oltre a un autobus, i primi camper e roulotte e un caccia militare.

Dopodiché ci dirigiamo all’interno del castello che è tutt’ora abitato dalla famiglia del conte Michael Ahlefeldt-Laurvig-Bille. Per questa ragione le sale visitabili non sono numerose, ma tutte sono ben tenute e ricche di arredamenti e suppellettili. In particolare, la sala della Caccia è piena dei trofei delle battute organizzate dalla famiglia del conte, mentre nella sala di Rigborg si può ammirare il Palazzo di Titania, una casa delle bambole costruita minuziosamente da un padre per sua figlia che voleva una casa per la fata che aveva conosciuto in giardino.

Infine, nella soffitta del castello riposa l’Uomo di Legno, la cui leggenda narra che se venisse spostato dalla sua posizione, farebbe sprofondare il castello di Egeskov nel fossato la notte di Natale.

Una volta usciti percorriamo il ponte sospeso tra gli alberi nell’area giochi per bambini e poi usciamo dal parco.

Dopo il pranzo in camper ci mettiamo in strada per raggiungere Helsingør. Percorriamo il ponte a pedaggio che collega l’isola di Fyn a quella di Sjaelland, lo Storebaelt, pagando 365 Kr (*) e poi proseguiamo verso Helsingør, parcheggiando al porto (56.040437, 12.614460), da cui si vede bene il castello di Kronborg e dove resteremo anche per la notte (il parcheggio è asfaltato, senza servizi e senza divieti).

Vista l’ora ormai tarda per visitare il castello, decidiamo di fare un giro dall’esterno scattando alcune foto all’edificio e alla bella vista sulla vicinissima Svezia. Il castello è molto imponente e ben posizionato all’estremità terrestre che dalla Danimarca si allunga verso lo stretto e verso la costa opposta.

Bici alla mano, ci rechiamo in centro paese per fare due passi nelle vie principali e gustarci una birra al sole (finalmente!).

Torniamo poi in camper per la notte e dopo cena, con il buio, usciamo a fare qualche foto al castello che, illuminato, è di grande effetto.

(*) Attenzione! Quando arrivate al casello posto dopo il ponte mostrate sempre il libretto di circolazione del mezzo e verificate in anticipo la tariffa che vi deve essere applicata, perché a noi è capitato che la cassiera, pensando che il camper fosse oltre 3,5 t, volesse farci pagare 610 Kr, quasi il doppio del costo effettivo; se non fossimo stati pronti a dimostrarle che stava sbagliando probabilmente avrebbe approfittato della nostra “ignoranza”.

Castello di Egeskov
Castello di Kronborg
Castello di Kronborg

Attraverso lo Sjaelland verso la capitale

DAY 14 – Hillerød

Oggi andiamo a Hillerød per visitare il Frederiksborg Slot, bella residenza imperiale sede del Museo di Storia Nazionale danese, circondata da un laghetto e da un ampio e ben curato giardino visitabile. Vengono organizzate anche gite in battello sul lago con partenza ogni ora circa.

All’interno dell’edificio si visitano il piano terra, la ricca cappella al primo piano e le numerose sale adorne di quadri e oggetti di proprietà reale. La vista migliore dalle finestre del castello è quella rivolta verso il lago e verso il giardino, che la luce del sole illumina creando un’atmosfera speciale.

All’ora di pranzo ci spostiamo a Roskilde e nel frattempo inizia a piovere.

Il nostro pomeriggio prevede solo la visita al Museo delle Navi vichinghe, perciò dopo pranzo ce la prendiamo con calma aspettando che la pioggia dia un po’ di tregua e usciamo verso le 15.00.

All’ingresso del museo ci informano che sta per iniziare una visita guidata in inglese, così decidiamo di attendere. La guida, uno studente universitario di storia, ci racconta del ritrovamento dei resti di queste 5 navi di epoca vichinga, della loro possibile origine e dello studio compiuto per poterle conservare e ricostruire il più fedelmente possibile rispetto agli originali, che erano stati affondati nelle acque del fiordo per proteggere la cittadina da possibili attacchi via mare. Il ragazzo ci dà anche maggiori dettagli sull’epoca vichinga, antecedente il medioevo, e sui popoli che l’hanno vissuta.

L’ho trovata molto interessante, soprattutto perché la sola visita a questi resti, senza nessuna spiegazione o narrazione dei fatti che caratterizzano questi “pezzi di legno”, sarebbe quasi sicuramente risultata noiosa; in questo modo, invece, grazie anche all’entusiasmo di questo ragazzo e alla quantità di informazioni che ci ha trasmesso, ne sono uscita davvero arricchita.

Dopo circa un’ora di giro guidato e qualche foto ci spostiamo all’esterno per poter osservare anche le imbarcazioni costruite in stile vichingo e i diversi laboratori per bambini in cui è possibile lavorare il legno e imparare le tecniche di costruzione.

Per la notte decidiamo di restare nel parcheggio adiacente al museo (55.649269, 12.078288), accanto a un Ostello della Gioventù. Non dovendoci spostare, decidiamo di fare un giro anche per il centro di Roskilde, anche per visitare la nota Domkirke, luogo di sepoltura di molti sovrani danesi.

Previa donazione, ci consegnano un libretto in italiano che descrive molto dettagliatamente ogni area del duomo. Oltre ai sarcofagi dei vari membri della famiglia reale, mi colpisce l’orologio del XV secolo. A ogni rintocco di ora, la statuetta di San Giorgio uccide il drago che emette un gemito di dolore. Facciamo in tempo a visitarla tutta ed è ora della chiusura (18.00), perciò aspettiamo il rintocco del famoso orologio e poi dobbiamo uscire.

La cena in camper è a base di filetti di carne appena acquistati, molto alti e ancor più speziati, ma decisamente deliziosi. Dormiamo qui e siamo pronti allo spostamento di domani.

Castello di Frederiksborg e Museo delle navi vichinghe

La capitale: Copenaghen

DAY 15 – Verso Copenaghen

La mattina ci spostiamo con il nostro camper alla volta della capitale della Danimarca: Copenaghen. Lo parcheggiamo subito presso il campeggio che avevamo già individuato, a circa 5 km dal centro: il Camping Bellhoej (55.700127, 12.510944).

Il campeggio non è altro che un prato non completamente in piano, con un edificio per i servizi principali, però è abbastanza comodo per raggiungere il centro in bicicletta. Sistemiamo il camper per la sosta, scarichiamo le bici e siamo pronti per muoverci in centro.

Dopo una pedalata di circa 20 minuti, arriviamo alla Sirenetta nostro punto di partenza per il tour di Copenaghen.

Fin da subito ci rendiamo conto che qui i turisti sono numerosissimi, niente a che vedere con la calma sperimentata finora. Poi, avendo scelto per prima l’attrazione più visitata di tutta la città, l’impatto è ancora più forte. Scopro a malincuore leggendo la guida che la statua è solo una copia dell’originale, messa al riparo da vandalismi e turisti invadenti.

Attraversiamo a piedi l’area del Kastellet, cittadella fortificata, passiamo di fronte alla Geflon Sprigvandet, la fontana che narra la leggenda sulla formazione dello Sjaelland e poi ci spostiamo all’Amalienborg.

Arriviamo nella piazza della residenza reale proprio al momento del cambio della guardia, e ci fermiamo a osservare la sfilata per qualche minuto, ma la calca è talmente tanta che la visuale è quasi nulla. 

Approfittiamo del fatto che tutti siano concentrati sulle guardie per entrare a visitare l’esposizione sulla vita della famiglia reale senza troppa coda.

Visitiamo l’ala accessibile dell’edificio e poi ci dirigiamo alla Frederikskirken ma, non essendo possibile accedere al momento, decidiamo di cambiare zona della città.

È ora di pranzo e ci dirigiamo quindi al Torvehallerne. Si tratta di un mercato coperto costituito da due capannoni in metallo che ospitano numerosi stand gastronomici e di prodotti freschi, con specialità danesi e di altri paesi del mondo. Proviamo un assaggio di vari tipi di pesce e verdure speziati, serviti in vari piatti richiudibili da asporto che permettono di combinare più portate. I tavoli al chiuso e all’aperto sono pieni di gente che fa una sosta per il pranzo o per bere qualcosa e l’atmosfera trasmette un senso di relax e spensieratezza.

Dopo pranzo visitiamo il vicino Statens Museum for Kunst, galleria nazionale che ospita esposizioni prevalentemente di dipinti, raggruppati per area geografica (arte danese, francese, europea).

Usciti dal museo siamo ancora in tempo per recarci anche al Rosenborg Slot. Si tratta di una residenza di piacere costruita nel 1600 e frequentata dalla famiglia reale per motivi di svago. Ne visitiamo l’edificio principale, strutturato su tre livelli, dai quali emerge la grande cura e lo sfarzo con cui il luogo era stato adornato, e anche i sotterranei, che accolgono la produzione vinicola realizzata a corte, varie collezioni in materiali preziosi come avorio e ambra e soprattutto, nell’area blindata, luccicanti gioielli preziosi, magnifici scettri e corone di re e regine.

Si sta facendo sera e ormai tutte le attrazioni visitabili sono chiuse. In effetti per noi europei “del sud” è abbastanza difficile abituarsi all’idea che alle 17.00/18.00 la maggior parte dei luoghi sia già chiusa, soprattutto perché qui in estate il sole tramonta molto più tardi che da noi.

Decidiamo quindi di andare al Nyhavn, il canale con le casette dalle facciate colorate che rappresenta lo scorcio più noto di Copenaghen; a quest’ora poi i ristorantini iniziano a riempirsi e le stradine che costeggiano il canale sono piene di gente a passeggio che si gode il weekend.

Oltrepassiamo il ponte sull’Inderhavnen e notiamo che anche dall’altra parte del canale ci sono stand gastronomici, più in stile street food: una decina di camioncini riuniti in cerchio propongono finger food e piatti semplici, accompagnati da birre alla spina da poter gustare direttamente sul posto sedendosi ai numerosi tavoli in legno.

Al termine di questa lunga giornata rientriamo in camper stanchissimi ma molto soddisfatti della visita.

Copenaghen, la capitale della Danimarca
La Sirenetta, l’Amalienborg, la collezione di gioielli reali e più sotto il Rosenborg Slot dove sono custoditi e, in basso a destra, il Nyhavn

DAY 16 – Il secondo giorno a Copenaghen

Sveglia presto e con un clima prevedibilmente uggioso, ci prepariamo e ci rimettiamo in sella anche oggi diretti verso il centro.

Parcheggiamo le bici in Rådhus-pladsen, ancora deserta e purtroppo sporchissima a causa dei festeggiamenti della sera prima in occasione dell’evento di chiusura della Pride Week.

Percorriamo a piedi lo Strøget, viale pedonale dello shopping, e ci fermiamo in vari negozi di souvenir per acquistare regali e la nostra tradizionale calamita a ricordo di ogni viaggio.

Arriviamo al Christianborg Slot, che visitiamo acquistando un biglietto combinato che ci consente di accedere alla residenza reale (prima che i monarchi si trasferissero all’Amalienborg), le cucine, le rovine dei vari edifici costruiti ognuno sui ruderi di quelli che lo precedeva e le stalle (che non visitiamo perché aprono dopo le 13.30).

Il palazzo in particolare è conservato con molta cura e la visita è molto interessante. Al suo interno si può quasi immaginare cosa si provi a essere una principessa che vive la sua vita mondana e privata in queste enormi stanze. Al termine della visita passeggiamo lungo il fiume di fronte all’edificio un tempo sede della borsa merci, e ora borsa valori.

È ora di pranzo e preferiamo quindi spostarci verso il Radhus. Pranziamo molto tardi nel cortile interno di in un ristorantino abbastanza caratteristico. Qui in Danimarca il costo della vita è decisamente superiore in confronto all’Italia. In questo caso, ad esempio, ordinando due hamburger con patatine e due bibite abbiamo speso circa € 45 in due.

È pieno pomeriggio ormai e ci rimettiamo in marcia. Passiamo davanti al celeberrimo parco divertimenti Tivoli e poi proseguiamo in bici fino alla Rundetårn, la torre rotonda che, grazie a una lunga rampa interna, consente di arrivare fino alla sua estremità (35 m) da cui si gode una bella vista sulla città.

Dopo numerose foto scendiamo e, sempre in bici, attraversiamo il fiume in direzione della comunità di Christiania, un luogo alquanto “unico”, a metà tra centro sociale e “comune” popolare.

Attraversiamo il quartiere, delimitato da barriere coperte di murales e ci fermiamo anche a leggerne lo statuto affisso nella zona residenziale.

Come fosse un piccolo sobborgo, è costituita da un’area “commerciale”, le cui attività spaziano da ristoranti e bar, ai negozi di artigianato, fino alla “pusher street”, la via dello spaccio in cui la vendita di droghe leggere avviene alla luce del sole su una serie di bancarelle affiancate l’una all’altra, tanto da farsi quasi concorrenza.

Dopo aver osservato (rigorosamente senza scattare foto) gli angoli più particolari di questa comunità a dir poco extra-ordinaria, decidiamo di tornare alla realtà di Copenaghen.

È quasi ora di cena e, dopo una rapida tappa al Kongelige Teater per osservarlo dall’esterno, torniamo in camper per rilassarci dopo tutti i chilometri percorsi oggi tra pedalate e passeggiate.

Vista esterna del Radhus e dettagli interni di alcune sale del Christiansborg Slot

DAY 17 – Da Copenaghen all’Isola di Møn

Questa mattina la sveglia decide di non suonare e perciò facciamo tardi con tutte le nostre attività. È giorno di check-out dal campeggio, che riusciamo a lasciare solo attorno alle 10.30, dopo una lunga attesa per il camper service.

Lasciamo il camper in un parcheggio proprio accanto al campeggio e ripartiamo in bici per un rapido giro in centro per visitare quello che ieri non siamo riusciti a vedere.

Partiamo dalla biblioteca, la Kongelige Bibliotek (che la domenica è chiusa) caratterizzata da una struttura esterna molto moderna, ma che all’interno custodisce sale di stile antico e volumi estremamente datati messi a disposizione dei lettori.

Ci spostiamo poi nelle vie attorno alla Rundetårn, che costituiscono il Quartiere Latino. Visto che finalmente esce un’occhiata di sole decidiamo prima di stenderci al sole sul prato del Kongens Have e poi torniamo in Torvehallerne per il pranzo.

Questa volta decidiamo di assaggiare delle baguette vietnamiti farcite con pollo molto piccante.

Alle 16.30 circa torniamo al camper e lasciamo la bella capitale della Danimarca alla volta dell’Isola di Møn. Ci fermiamo nella cittadina di Stege all’ora di cena (54.983311, 12.281794). Ai bordi del porticciolo c’è un parcheggio asfaltato; il pagamento, così come per le altre aree di sosta per camper, avviene alla macchinetta automatica.

Ci sono altri 3-4 camper oltre a noi e da qui ci godiamo l’ultimo tramonto in Danimarca.

Isoletta di Møn

DAY 18 – Scoprire Møn

Questa mattina c’è un bel sole ma l’aria è fresca. È il nostro ultimo giorno in Danimarca in viaggio con il nostro camper e la voglia di tornare manca, anche se ci attende un lungo tragitto di ritorno.

Ci spostiamo alle bellissime scogliere di Møn; si parcheggia in un’area sterrata sotto gli alberi e da lì si diramano vari sentieri pedonali che permettono di percorrere la costa dall’alto o di scendere sulla spiaggia.

Imbocchiamo quello che ci porta al mare e che è costituito da una lunghissima scalinata nel bosco, che nell’ultimo tratto ci regala magnifici scorci delle scogliere. Il bianco delle rocce calcaree che caratterizza il promontorio è messo in risalto dal contrasto con il blu dell’acqua e lascia letteralmente senza parole.

Facciamo una passeggiata sulla stretta striscia di terra ammirando col naso all’insù queste rocce millenarie. Il mare è calmo e l’atmosfera farebbe desiderare di restare lì tutto il giorno.

Purtroppo è ora di risalire e quindi ripercorriamo, con non poca fatica, la scalinata in senso opposto.

Torniamo al parcheggio del GeoCenter e ci mettiamo in viaggio: destinazione Rødbyhavn, porto da cui partono i traghetti che collegano con la Germania.

Con grande facilità e senza intoppi ci imbarchiamo (pagando la tariffa di 940 Kr) e in men che non si dica a bordo del nostro camper lasciamo la Danimarca per raggiungere, 45 minuti dopo, la cittadina di Puttgarden in Germania.

Ci si collega direttamente all’autostrada e proseguiamo quindi fino alla cittadina di Celle, vicino Hannover. Ci fermiamo qui attorno alle 21.00 in un ampio parcheggio gratuito e sterrato nei pressi del poligono di tiro insieme a un’altra decina di camper (52.62761, 10.07452).

Scogliere di Mon

Rotta in Germania

DAY 19 – Direzione Germania

La mattina siamo presto in viaggio con il nostro camper dalla Danimarca verso Norimberga, dove abbiamo previsto di fare una tappa. A causa dei vari lavori stradali in cui ci imbattiamo e delle nostre pause il viaggio richiede tutto il giorno, benché il tragitto sia poco meno di 500 km. Arriviamo a Norimberga verso le 18.00.

Inizialmente scegliamo un parcheggio fuori dal centro in Killianstrasse (49.47476, 11.09486) ma appena arriviamo ci accorgiamo che è popolato da diverse roulotte e camper di nomadi e così decidiamo di andarcene.

Proviamo un altro parcheggio dall’altra parte della città (49.45927, 11.11284), ma dato che non ci convince neanche questo preferiamo andare in campeggio presso il Knaus Campingpark Nürnberg (49.42320, 11.12150), dove ci sentiamo tranquilli. Doccia, cena sul tavolino fuori dal camper e siamo pronti per visitare la città domani.

DAY 20 – Norimberga

Usciamo in bici verso il centro, che ė a circa 4,5 km dal campeggio.

Il punto di partenza della nostra visita è la piazza del mercato, Hauptmarkt, che ospita la chiesa di Nostra Signora e la “Fontana Bella”. Inoltre, stanno allestendo diverse bancarelle di prodotti gastronomici, come solitamente avviene in una piazza del mercato.

A piedi, percorriamo poi la via in salita che porta al Castello Imperiale. Lo visitiamo tutto tranne la torre, che non ci interessa particolarmente. All’interno, grazie al racconto delle audioguide, possiamo apprezzare la storia della fortezza medievale e l’importanza che la città di Norimberga ha avuto durante il Sacro Romano Impero, in quanto sede ufficiale dei suoi eventi più significativi.

Usciti, facciamo ancora due passi in centro fermandoci per un panino nella piazza del mercato, dopo aver assistito al movimento del carillon della chiesa che a ogni mezzogiorno muove le sue statuette.

Ci spostiamo in bici verso il memoriale del processo di Norimberga, presso il tribunale situato fuori dal centro. Visitiamo la famosa “Aula 600”, dove hanno avuto luogo i processi contro le più alte cariche naziste alla fine della guerra e poi, grazie a una dettagliata ricostruzione audio, ascoltiamo tutti i particolari riguardanti il periodo in cui si è svolto il processo.

Non c’è molto da vedere nel senso stretto del termine, ma credo che questo luogo abbia più che altro un valore simbolico, per l’importanza degli avvenimenti trascorsi e per perpetuare il ricordo di tutto ciò che è accaduto in quegli anni.

Al termine della visita riprendiamo le bici e andiamo verso la chiesa di San Lorenzo, che visitiamo mentre l’organista inizia le prove per qualche concerto, offrendoci la possibilità di sentire il suono dell’organo in azione.

Infine, ci avviciniamo al campeggio e facciamo una tappa all’edificio di epoca nazista costruito con l’intenzione di svolgere qui a Norimberga i raduni del partito e le manifestazioni annesse. La ricca ricostruzione dell’epoca nazista, dalla nascita al declino, consente di capire quanto la città di Norimberga sia stata importante per la dittatura e quanto Hitler stesso abbia fatto leva sulla storia e sul ruolo che la città aveva avuto nel medioevo per motivare l’importanza che le stava conferendo con la costruzione di quest’area, definendola addirittura “La città più tedesca della Germania”.

Oltre alla ricostruzione storica è possibile visitare, dall’ultimo piano, l’interno dell’enorme anfiteatro che di fatto avrebbe dovuto ospitare gli eventi celebrativi del partito, ma che non è mai stato ultimato. L’imponenza di questo edificio, così come le dimensioni del viale che conduce qui fanno capire i progetti ambiziosi che il Fürer aveva per questa città, senza aver avuto la possibilità di portarli a termine.

Dopo la visita, torniamo in campeggio e vi trascorriamo la seconda notte.

Danimarca in camper
La Fontana Bella e la Fortezza imperiale dall’esterno e dal cortile interno

Si torna a casa

DAY 21 – Il rientro

E’ ora di portare a termine il nostro tour della Danimarca in camper. Infatti, si riparte e questa volta la meta è l’Italia, più precisamente la cittadina medievale di Chiusa in Alto Adige.

Il viaggio procede abbastanza tranquillamente e verso le 16.00 siamo a destinazione.

Facciamo i soliti acquisti di rito, ormai una tradizione che si ripete tutti gli anni, ossia lo speck presso un produttore di fiducia e il vino della Eisacktaler Kellerei e poi ci fermiamo all’area di sosta del campeggio Gamp, un’area sterrata a ridosso della ferrovia con allaccio elettrico che però per una notte va più che bene (46.641714, 11.572955).

Appena arrivati inizia il diluvio, che non ci abbandona neanche quando usciamo per cena verso le 20.00; è tradizione anche la pizza presso la pizzeria Gasthof Walther von der Vogelweide, con pasta sottile e croccante, ovviamente farcita con speck e accompagnata da una Radler.

Di rientro con una leggera pioggerella ci prepariamo alla notte.

DAY 22 – A casa

Nonostante la vicinanza della stazione e della ferrovia, fino alle 7.30 l’area è stata abbastanza tranquilla e silenziosa.

Ora si parte con il camper con direzione casa e il navigatore non ci serve più visto che ci siamo ormai lasciati alle spalle la Danimarca e la Germania. Anche se sono solo le 9.00 si prevedono già rallentamenti fino a Trento. In effetti il viaggio è lungo e pieno di code.

Ci fermiamo per pranzo in autogrill, dopo aver percorso il tratto di Strada Statale che collega Affi a Peschiera ed aver imboccato la A4.

Alle 14.30 circa approdiamo con il nostro camper a casa, accompagnati dalla pioggia che ormai ci portiamo dietro dalla Danimarca come una nuvoletta di Fantozzi.

Per concludere

Il tour della Danimarca in camper è giunto al termine. È stata una lunghissima vacanza di 22 giorni, più di 5000 chilometri percorsi e tanti, tantissimi bei posti visitati.

La Danimarca è un paese in cui si percepisce che la gente vive bene e si può ben immaginare perché sia stato classificato come il paese più felice d’Europa.

Il clima è stato abbastanza uggioso e molto fresco rispetto alle estati come le intendiamo noi, ma il bello di viaggiare è proprio cercare di cambiare le proprie abitudini e i preconcetti e aprirsi a tutto ciò che di nuovo si incontra, cercando di fare della diversità una ricchezza.

Abbiamo mantenuto un percorso di visita abbastanza serrato per questo tour in camper della Danimarca, ma comunque non stressante. Infatti, volevo vedere quanto più potessi e credo che questo tipo di viaggio sia adatto a tutte le persone che amano ambienti molto variegati, dalla natura alla città, dai musei ai castelli, e che non si lasciano spaventare dal dover portare il k-way sempre con sé o dal dover pedalare nel traffico ciclistico cittadino.

E se volete visitare anche la Germania, abbiamo scritto tanti articoli sulle sue bellissime città, non perdetevi:

A questo punto non resta che augurarvi… Buon hygge trip e buon tour della Danimarca in camper!

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