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Le opere più belle di Gustav Klimt e dove vederle

Dove vedere le opere di Klimt

Ovviamente non basta un articolo per parlare dei quadri più belli di Gustav Klimt, ma ci provo portandovi a scoprire i capolavori che hanno conquistato il grande pubblico, ma soprattutto me, e lasciandovi tutte le indicazioni su dove vedere le sue opere più famose.

Fondatore e protagonista di una corrente artistica tutta sua, la Seccessione Viennese, Gustav Klimt è stato un artista unico, che ha creato capolavori di inestimabile valore artistico.

Perché ve ne parlo? Klimt per me è l’Artista con la A maiuscola. Le sue opere mi hanno emozionato e le storie dietro ogni suo quadro mi hanno colpito e coinvolto come nessun altro arista.

Faccio anche una premessa: non è di certo il mio lavoro fare la critica d’arte e nemmeno ne ho le capacità, ma sono una persona che si emoziona davanti a tanta bellezza e con questo articolo dedicato a Klimt voglio portarvi nel mio viaggio artistico, sperando di avvicinare anche voi ad un’artista tanto apprezzato e particolare.

Ultimo aggiornamento: gennaio 2022
Tempo di lettura: 10 minuti

5 Curiosità su Gustav Klimt

Prima di andare a scoprire le opere di Klimt per me più belle e dove poterle vedere, voglio raccontavi qualcosa su Gustav Klimt. Nasce nel 1862 da madre cantante lirica e padre orafo, cosa che probabilmente influenzò molto la sua produzione e le sue opere più famose. Aveva 4 sorelle e 2 fratelli: proprio la morte prematura del fratello Ernst segnò profondamente l’artista e la sua attività artistica.

Riuscì ad entrare nella scuola di arte e mestieri d’Austria. Terminati gli studi dedicò la sua vita all’arte.

Klimt morì nel 1918 a causa di vari problemi di salute. Moltissime delle sue opere rimasero incompiute.

1. La Seccessione Viennese: fondatore e maggiore esponente di questa corrente artistica

Che cos’è la Seccessione Viennese? Si tratta di un movimento artistico nato alla fine del XIX secolo, esattamente il 3 aprile 1897, in Germania e Austria e ha interessato principalmente Berlino, Monaco di Baviera e Vienna, quest’ultima città sede di questa corrente presso il Palazzo della Seccessione Viennese.

Di fatto era un gruppo di 19 artisti che decise di staccarsi dall’Accademia delle Belle Arti e quindi fondò un movimento proprio. In breve Klimt, oltre ad essere uno dei fondatori della Seccessione Viennese, divenne il principale esponente di questo movimento.

I principi che seguivano questi artisti erano legati all’idea di arte totale. Grande importanza vi era nelle decorazioni, che ricomprendevano anche l’utilizzo di vari materiali. Tanti richiami anche agli elementi naturali, a simboli e metafore sulla vita, l’amore, la figura della donna e molto altro.

2. Non solo quadri

Klimt non fu famoso solo per i suoi dipinti e ritratti, ma le prime commissioni, che poi lo resero celebre, riguardavano la decorazioni dei più importanti edifici di Vienna.

Il primo vero incarico infatti lo vede a decorare lo scalone d’ingresso del Kunsthistorisches Museum di Vienna nel 1890. Visto il grande successo che ebbe questo suo primo grande lavoro, gli vennero affidati numerose altre decorazioni. Molto discussa la decorazione dall’aula magna dell’Università di Vienna, i cui bozzetti sulle tre facoltà Giurisprudenza, Medicina e Filosofia fecero molto discutere e infatti non vennero mai approvati.

Successivamente a questo episodio lavorò al Fregio di Beethoven, un dipinto di 24 metri che si trova nel Palazzo della Seccessione Viennese. Un vero capolavoro che consolida la notorietà dell’artista.

3. Klimt e le donne

Klimt amava le donne, eccome se le amava! Non si contano le tante amanti nella sua vita e i tantissimi figli che ha avuto, molti dei quali non riconosciuti. Nonostante questo Gustav Klimt non si sposerà mai, ma avrà accanto per tutta la vita la sua amica, musa e compagna Emilie Flöge, sorella della cognata, di cui si innamora e che avrà accano fino alla morte, nonostante il rapporto non fosse esclusivo.

Nonostante non ci siano prove concrete, pare che tra le sua manti ci sia anche Adele Bloch-Bauer, la famosa modella ebrea diventata tanto celebre per il suo ritratto e che pare abbia posato per il pittore anche per il capolavoro Giuditta I. Vero o non vero, sicuramente la bella e ricca viennese ha avuto un posto speciale nel cuore e nella produzione del pittore, sua musa in diverse opere.

4. Klimt e il periodo “dorato”

Se vi chiedessi qual è il primo colore a cui pensate se dico Gustav Klimt, sono quasi sicura che tutti mi risponderete il color oro.

A contraddistingue maggiormente le sue opere e renderle praticamente le più celebri di tutta la sua produzione c’è proprio l’utilizzo di questo colore, che contraddistingue i suoi capolavori più famosi: “il Bacio”, “Giuditta I” e il famoso “Ritratto di Adele-Bloch Bauer”.

Ma perché tutto questo oro nelle sue opere: la risposta più sensata è legata sicuramente al fatto che suo padre (e poi anche il fratello) fu un orafo e questo probabilmente influenzò moltissimo la sua formazione artistica.

L’altro motivo è legato invece al suo viaggio a Ravenna, dove conobbe la bellezza dei mosaici bizantini che rendono tanto famosa questa città. Talmente colpito da tanta bellezza, ne trasse profonda ispirazione e in effetti creò qualcosa di davvero unico: non trovate anche voi?

5. Non solo donne: i paesaggi di Klimt

Scommetto che se dico Klimt pensate subito alle sue opere con raffigurate eleganti signore e sensuali ragazze, ma Klimt non ha ritratto solo donne (nonostante siano le sue opere più famose), ma dipinse anche la natura e fiori e tanti fiori, che comunque generalmente sono da sfondo a moltissimi suoi dipinti.

Quindi, tra le opere più belle di Klimt da vedere, non dimenticate di inserire i suoi paesaggi!

L’opera per eccellenza: Il Bacio di Klimt da vedere al Belvedere

Dove vedere le opere di Klimt

📌 Österreichische Galerie Belvedere – Prinz Eugen-Straße 27, 1030 Wien, Austria

Da tempo volevo vedere il famoso “Bacio” di Gustav Klimt, un quadro che, per me, celebra l’amore. Credo di essermi innamorata di questo dipinto quando ero molto piccola e mia mamma mi aveva regalato un puzzle con raffigurato proprio il famoso “Bacio”. Da quel momento mi sono detto “prima o poi lo vedrò” e così è stato durante il mio viaggio a Vienna.

Ricordo ancora che la giornata era uggiosa e su Vienna cadeva una pioggerillina fine fine: la giornata perfetta da passare all’interno di un Museo. Il Belvedere non era troppo affollato, ma ovviamente tantissimi erano fermi a vedere questa famosa opera di Klimt.

Appena l’ho visto mi sono emozionata e sono rimasta affascinata dalla sua bellezza, dall’oro che accendeva la tela e dalla tenerezza di quel momento e di quel Bacio. Sarò mica stata colpita dalla Sindrome di Stendhal? 😀

Lì, ho capito che il Bacio di Gustav Klimt sarebbe diventato il mio quadro preferito e ad oggi (e posso dire di aver visto varie opere dei più famosi pittori di tutto il mondo) non è stata surclassata (anche se ci siamo andati vicino).

Cosa rappresenta il Bacio il Klimt

Tra le opere più belle di Klimt che si possono vedere al numero 27 di Prinz Eugen-Straße 27 a Vienna, “il Bacio” è quella più sensuale e romantica e rappresenta proprio una fusione tra i due amanti: dal tenero abbraccio alle vesti, che se da un lato sembrano unirsi, dall’altro si differenziano per i disegni, proprio per sottolineare la diversità dei due individui, insieme ma diversi, e anche dell’uomo e della donna. Differenti anche le forme de due personaggi: lui più angolare e spigoloso, lei più morbida è armoniosa. Con una parola: PERFETTO!

Una curiosità sulla donna rappresentata: anche se non è mai stato accertato o confermato dal pittore, pare si tratti del suo grande amore Emilie Flöge. Chissà!

Dove vedere l’opera di Klimt “Il ritratto di Adele-Bloch Bauer”

📌 Neue Galerie – 1048 5th Ave, 10028 New York, Stati Uniti

Se il Bacio di Gustav Klimt è quello che più mi ha emozionato per la sua tenerezza, la storia dietro al famoso dipinto “il Ritratto di Adele Bloch-Bauer” mi ha davvero coinvolto e affascinato. Non a caso libri e film ne parlano e non è difficile capirne il motivo e tra poco lo svelo anche a voi.

Tornando al quadro, questo è quello che più in assoluto rappresenta il periodo aureo/dorato di Klimt. Il quadro è un tripudio di oro: lo sfondo, l’abito e tutto in lei è dorato ed è proprio in quest’opera che risalta il tema dell’oro bizantino che tanto ha influenzato la sua arte.

Oltre a quello, impossibile non soffermarsi anche su di lei, il suo viso e i suoi capelli. A colpirmi anche i gioielli e il grande collier che lei indossa, pare realmente posseduto da Adele e successivamente rubato dai nazisti.

Insomma questo capolavoro è davvero da considerarsi tale e io non vedo l’ora di vederlo di persona!!

La storia del Ritratto di Adele-Bloch Bauer

Sinceramente quando sono entrata al Belvedere non sapevo quasi nulla di questa opera di Klimt. Ho iniziato ad incuriosirmi quando qua e là vedevo cartoline e immagini di questo quadro, ma non era presente nella galleria. Alla fine, proprio all’uscita, ho chiesto ad un curatore della galleria dove potessi vedere quel quadro; gentilmente mi ha spiegato che non era più al Belvedere e la sua storia era molto curiosa.

Adele Bloch-Bauer, figlia di un banchiere e moglie di un ricco industriale, era la tipica donna dell’alta società viennese che amava i salottini intellettuali e far parte della società che conta. Morta prematuramente, nel suo testamento chiede al marito di lasciare i quadri di Klimt da lei posseduti al Belvedere, ma il marito, dovendo fuggire a causa delle persecuzioni naziste, dovrà lasciare tutti i suoi averi a Vienna e questi cadranno in mano dei nazisti. Alla morte di lui, chiede che tutto, compreso i dipinti, vadano in eredità a sua nipote, Maria Atlmann.

In tempi recenti Maria Altmann rivendica la proprietà di quei quadri e chiede al governo austriaco la restituzione visto che lei sostiene siano stati rubati. Il Belvedere però sostiene che nel testamento di Adele, i quadri erano a loro destinati e quindi sono i legittimi proprietari.

Dopo una lunga battaglia legale, Maria Altmann vince la causa e i quadri della zia le sono stati restituiti.

Dove vedere quindi quest’opera di Klimt? Dopo essere tornato alla legittima proprietaria Maria Altmann, il quadro è stato venduta da Christie’s a Ronald Lauder per ben 135 milioni di dollari, classificandosi tra i 10 quadri più costosi al mondo. Da qual momento il quadro è stato esposto a New York, alla Neue Galerie.

Libro: La Bellezza Rubata di Laurie Lico Albanese
Film: Woman in Gold, con Helen Mirren e Ryan Reynolds

L’opera più sensuale di Klimt: Giuditta I

📌 Österreichische Galerie Belvedere – Prinz Eugen-Straße 27, 1030 Wien, Austria

Poco prima della sala che ospita la famosa opera di Klimt “Il Bacio”, mi sono ritrovata ad osservare Giuditta I. Il quadro, uno delle principali opere del suo periodo aureo, non è molto grande ed ha una forma rettangolare.

Appena mi sono fermata ad osservarlo la prima cosa che mi ha colpito è stata la sua sensualità, data soprattutto dall’espressività del viso che non è altro che quello di Adele Bloch-Bauer, cosa che fece parecchio discutere viste anche le nudità della donna (motivo per cui si pensava fosse la sua amante).

Ovviamente l’intento del pittore era proprio quello di sottolineare il potere seduttivo delle donne.

Il suo corpo è ricoperto di gioiello e in mano tiene la testa di Oloferne. Giuditta infatti è l’eroina biblica che sedusse e decapitò il re comandante dell’esercito assiro (Oloferne) per salvare la sua città.

Il tema di Giuditta è comunque ricorrente nelle opere di Klimt, infatti ci sarà anche Giuditta II, opera di Klimt che potete vedere alla Galleria internazionale d’arte moderna di Venezia, ma che di fatto non mi ha particolarmente colpito come questo.

Ritratto di Signora, l’opera di Klimt da vedere a Piacenza

📌 Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi – Via S. Siro, 13, 29121 Piacenza, Italia

Altro ritratto, altra storia che merita di essere raccontata in un libro. “Ritratto di Signora” di Klimt è un’opera che potete vedere nella Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi a Piacenza ed è un capolavoro rappresentativo dell’ultima parte di vita del pittore, quella più decadente, che abbandona le tonalità dell’oro, ma va verso ad uno stile decadente e art nouveau.

Il ritratto è davvero singolare e molto bello. Nonostante la mano sia sempre quella dell’artista, si vede la maturità raggiunta e la necessità di esprimersi lasciando i vecchi canoni e abbracciandone di nuovi.

All’inizio accennavo alla sua storia, infatti voglio raccontarvi due curiosità legate a questo dipinto.

Ritratto di ragazza o Ritratto di Signora?

“Ritratto di Signora” è stato dipinto sopra ad un altro ritratto, chiamato “Ritratto di ragazza”, un dipinto realizzato nel 1910 e che che rappresenta la stessa donna, ma con un grande cappello. Le tracce di quest’ultimo furono perse dopo che il quadro era stato esposto a Dresda nel 1912: da quel momento il quadro sembrava scomparso.

L’intuizione che i due dipinti erano sovrapposti fu di una ragazza che, studentessa al liceo artistico di Pavia, ha captato qualcosa di strano in questo quadro e con tenacia ha portato alle persone giuste i suoi dubbi che, indagando, non hanno che potuto darle ragione. Se volete scoprire tutto il procedimento con cui sono arrivati a questo risultato, consultate il sito delle Gallera Oddi – Ricciardi.

Il furto del quadro

L’altra curiosità è invece relativa al fatto che “Ritratto di Signora” è scomparso per ben 23 anni. Il Ritratto infatti si pensa venne realizzato nel 1910 ed era appunto Ritratto di ragazza. Non sono chiare le dinamiche durante le quali Klimt modificò questo ritratto, ma di fatto si arriva al 1925, quando il quadro viene acquistato da Giuseppe Ricci Oddi ed esposto a Piacenza.

Nel 1997, durante i lavori di ristrutturazione del Museo, il dipinto viene rubato e la cornice abbandonata sul tetto.

Nel 2019, dopo 23 anni, il dipinto viene trovato in un vano fuori dalla stessa galleria e una volta autenticato, riesposto. Non si è mai saputo chi lo avesse rubato e, nonostante due piacentini si sono autoaccusati del furto, non hanno mai dato spiegazioni. Per fortuna comunque è stato restituito e rimane tra le opere più belle di Klimt da vedere!

Il quadro comunque ha un valore notevole, si stima di circa 100 milioni di euro.

Il Ritratto di Sonja Knips

Dove vedere le opere di Klimt

📌 Österreichische Galerie Belvedere – Prinz Eugen-Straße 27, 1030 Wien, Austria

Rispetto ad altre opere di Klimt, il Ritratto di Sonja Knips potrebbe passare inosservato, ma osservandolo più attentamente, mi sono resa conto di quanto sia semplicemente stupendo! I colori, le sfumature, il viso di lei perfetto, quasi fosse una fotografia, lo rende (ovviamente per una profana come me) davvero un capolavoro.

Realizzato nel 1898, come tantissime delle sue opere ritrae una bellissima ragazza dell’alta società viennese, appunto Sonja Knips. Qui la ragazza sembra fissare l’osservatore e nell’atto di alzarsi dalla sedia.

Ovviamente quando ho deciso di visitare il Belvedere era principalmente per il famoso Bacio, quindi questo ritratto l’ho praticamente scoperto qui e mi ha davvero colpito moltissimo, tanto da non poterlo non inserite in questa lista delle opere più belle di Klimt da vedere.

Che dire…

Viaggi & arte… per me spesso le due cose vanno di pari passo e non è un vero viaggio se non posso dedicare qualche ora del mio tempo dentro ad un museo d’arte, una pinacoteca o qualsiasi luogo dove possa vedere un quadro.

Se come me amate Klimt, in questo articolo vi ho dato qualche indirizzo su dove andare a vedere le sue opere più belle: dal Vienna a New York passando per tanti altri musei, per lo più italiani!

Ovviamente Vienna è la vera casa di Klimt e se siete qui per vedere i suoi capolavori, non potete di certo perdere tutte le altre bellezza di questa città. A tal proposito potete leggere qualcosa su questa città in questi articoli:

E voi avete visto anche solo uno di questi capolavori?

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