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I dolci napoletani più famosi e dove assaggiarli

I dolci napoletani

Come resistere alla tentazione di assaggiare i più buoni dolci napoletani? In questa terra ricca di tante tradizioni gastronomiche tramandate nei secoli, anche i dolci sono parte della cultura locale e assaggiarli tutti significa scoprire i segreti della vera tavola partenopea.

Si passa dai dolci più semplici, ad altri dalla difficile preparazione, ad altri ancora preparati con ingredienti della tradizione povera, come il miglio. Una cosa c’è che li accomuna tutti: le calorie 😀 D’altronde si sa che la cucina del Sud Italia non è famosa per una dieta povera di grassi, ma sicuramente lo è per la bontà dei loro piatti.

Partiamo quindi per questo viaggio culinario a Napoli e nella Campania per conoscere i dolci più buoni di questa regione e per scoprire dove assaggiarli nella bellissima Napoli.

La pastiera napoletana

Uno dei dolci assolutamente da provare a Napoli è la famosa pastiera napoletana, preparazione che da secoli non manca nelle tavole imbandite dei partenopei.

Dall’aspetto di una semplice crostata, in verità è molto di più. Si tratta infatti di una deliziosa pasta frolla che racchiude al suo interno un cuore di ricotta, grano e canditi, come l’originale ricetta vuole.

La preparazione non è per nulla semplice. Per fare l’originale bisogna seguire alcune piccole regole. Sul sito Tavolartegusto ho trovato tanti suggerimenti, come l’importanza di usare lo strutto al posto del burro per la preparazione della frolla e anche come ingrediente da aggiungere alla cottura del grano. Inoltre, l’articolo spiega l’importanza degli aromi, sopratutto dei fiori d’arancio, che regalano alla pastiera un profumo fresco e fruttato che inebria i sensi e gli conferisce un sapore unico.

Tuttavia, tante sono le varianti che i napoletani fanno, sicuro è che non manca in tavola durante la Pasqua.

La zeppola di San Giuseppe

Non è la festa del papà se non si mangia una buona zeppola di San Giuseppe alla crema.

A Napoli ne ho viste di grosse quanto il palmo della mia mano. In effetti prima di tutto si mangiano con gli occhi: una ciabellina di soffice pasta choux guanita con un ricciolo di crema pasticcera e guarnite con amarene sciroppate. Poi, per finire, una bella spolverate di zucchero a velo.

La pasta è ovviamente fritta, ma non disperate se il fritto proprio non vi va giù, c’è anche la variante al forno. A tal proposito sono state reinterpretate in tutta Italia, anche se le originali della festa del papà sono tutte napoletane. Lo sapete perché?

La leggenda narra che Giuseppe, in fuga dall’Egitto con Maria e Gesù, si mise a fare frittelle per mantenere la sua famiglia, per questo si chiamano le zeppole di San Giuseppe. Un’altra leggenda invece è pagana, e si dice che durante la festa in onore di Bacco e Sileno, che cadeva nei giorni della festa del papà, venissero preparate queste frittelle per accompagnare il vino.

A parte le leggende, la prima ricetta di questo delizioso dolce tutto napoletano risale al 1837 e pare sia nata nel convento di San Gregorio Armeno, altri dicono siano state le suore dell’ordine dello Splendore, chissà qual è la verità? Sta di fatto che grazie alla lavoro di queste donne, oggi possiamo gustare uno dei dolci più buoni di Napoli.

Il mio consiglio è di gustarle con una buona tazza di caffè 🙂

Si comme a ‘nu babbà

E via di Rum con il Babà, il dolce partenopeo più liquoroso.

Personalmente non lo amo particolarmente per via del liquore e ammetto di non averlo nemmeno assaggiato, ma l’aspetto che aveva nelle vetrine lo rendeva davvero gustoso.

Come ben saprete, la sua caratteristiche principale è la bagna al rum che impregna il soffice impasto a base di uova, farina e burro. Certamente è che il segreto sta nella lievitazione, che lo rende sofficissimo.

Per le pasticcerie della città ne troverete tante varianti, come al cioccolato o ricoperto di fragole e panna. Da leccarsi i baffi.

Come gustarli al meglio? Acquistatelo in una delle tante pasticcerie del centro negli appositi bicchierini e mangiatelo mentre passeggiate in via Toledo o meglio ancora, sul lungomare Caracciolo 😉

La graffe

Dolce tipico napoletano, la graffe è la rielaborazione del famoso Krapfen austriaco. Infatti, la sua ricetta risale al XVIII secolo, periodo della dominazione austriaca a Napoli, che portò nella città partenopea il famoso Krapfen che venne poi rielaborato per dare vita alla graffe.

Le graffe sono delle deliziose ciambelline fritte e ricoperte di zucchero, oggi parte integrante dello street food napoletano. Generalmente si preparano durante il Carnevale, anche se oggi si possono tutto l’anno provare nelle moltissime pasticceserie e grafferie, che sono piccoli locali specializzati nella preparazione delle graffe.

L’ingrediente segreto è la farina di patate, alla quale si aggiungono farina, uovo, burro, zucchero e non scordate il lievito. Infatti, prima di friggerle, bisogna far lievitare la pasta e solo dopo si può procedere a dargli la forma di ciambellina, come la tradizione vuole.

Se volete provare a riproporle, sul sito TavolarteGusto troverete la tradizionale ricetta 😉

La sfogliatella

Dolci napoletani
Una sfogliatella in Piazza del Plebiscito

Mentirei a non dirvi che mi sono strafogata di sfogliatelle, sicuramente il mio dolce napoletano preferito.

Quella che mi piace di più è quella riccia, dalla forma di conchiglia, super croccante e con un ripieno di ricotta e canditi che mi fa venire l’acquolina in bocca al solo pensiero. C’è poi la sfogliatella più tradizionale, quella con la frolla. In questo caso al posto della sfoglia croccante il ripieno è avvolto da una morbida pasta frolla con una spolverata di zucchero a velo. 

La ricetta è molto antica, risale al XVIII secolo e venne creata dalle monache di un convento vicino ad Amalfi, il Conservatorio di Santa Rosa. Per anni infatti fu chiamata Santarosa. Anni dopo la ricetta segreta arrivò nelle mani di un pasticciere napoletano, che la modificò e la fece diventare ancora più famosa, inventando anche la variante riccia.

Oggi a Napoli si possono assaggiare la più svariate varianti di sfogliatella, come quelle con la crema, il pistacchio o il cioccolato, ma sappiate che la unica ed inimitabile ha il ripieno di ricotta e canditi. Le altre varianti, infatti, si fanno chiamare codine

Voi quale preferite? Riccia o liscia?

I dolci di Natale: gli struffoli

Vogliamo ora parlare degli struffoli? Questi particolari dolci che pare risalgano all’epoca dei greci non possono mancare sulle tavole napoletane a Natale.

Per preparare questo dolce napoletano bisogna creare una montagnetta di tante piccole palline di pasta dolce. Poi, come in tante preparazioni napoletane, questa pasta viene fritti. Una volta pronte vengono immerse nel miele e decorate con confettini colorati.

A Napoli non li ho provati, ma li ho assaggiati fatti in casa dalla mamma di un’amica napoletana: deliziosi.  

I fiocchi di neve

Se volete assaggiare qualcosa di meno tradizionalista, fate un giro nel rione Sanità dove vi consiglio un giro da Poppella, che ha invento un dolce molto particolare: i fiocchi di neve o appunto le nuvole di Poppella.

Si tratta di un dolce a forma di pallina realizzato con una morbida pasta brioche farcita di una deliziosa crema fatta con ricotta lavorata con la panna. A completare l’opera una bella spolverata di zucchero a velo, che rende tutto ancora più candido e soffice.

Un dolce così squisito non può che non essere molto difficile da realizzare poiché bisogna seguire un’attenta lievitazione. Comunque anche se voleste cimentarvi, online troverete solo imitazioni, l’originale ricetta è gelosamente custodita dalla pasticceria Poppella 😉

Taralli dolci napoletani

Non posso non dedicare un piccolo spazio ai taralli dolci napoletani, pietra miliare della tradizione napoletana e campana in generale. Di fatti, la loro storia è antichissime e la ricetta è stata tramandata di nonna in nonna.

Si tratta di una pasta frolla fatta con uova, farina, zucchero, burro e la scorza d’arancia che gli dona un delizioso profumo. E’ la forma di ciambellina che gli ha conferito in nome di tarallo. Attenzione però che non vanno confusi con i taralli napoletani salati, preparati con sugna e pepe, o come si dice in napoletano con N’zogna e Pep’!

I taralli dolci sono la scelta perfetta se cercate qualcosa di “leggero” nelle pasticcerie napoletane. Ottimi da gustare con un buon caffè o tè.

Profumo di Sorrento: la delizia al limone

Anche se non sono specifici della tradizione napoletana, sono deliziosi dolci che potrete anche trovare nel capoluogo campano e soprattutto che nascono in questa bellissima regione.

Se cercate un sapore più fresco ed estivo, la delizia al limone è il dolce giusto che fa per voi. Principalmente si mangia a Sorrento, visti i famosi limoni che vengono coltivati in questa zona, ma effettivamente ne potrete provare di buonissime anche a Napoli.

Come avrete già capito, l’ingrediente principale sono i limoni di Sorrento, che creano una deliziosa crema che altro che non è la farcitura della delizia al limone. Ad accompagnare questa crema dal sapore aspro c’è un soffice pan di spagna. Per guarnire poi solitamente vengono fatti dei ciuffetti con la panna montata e magari qualche buccia di limone trattata con lo zucchero per eliminare il sapore amaro.

Come nascono? Dalla mente e della manualità di un pasticcere amalfinato nel 1978, Carmine Marzuillo. Ovviamente in poco tempo diventa famosissimo e spopola, divenendo parte della tradizione napoletana.

Io non ci ho mai provato, ma pare sia molto difficile da preparare. Se dovessi cimentarmi, su Giallo Zafferano ho trovato una ricetta molto interessante. Voi l’avete mai fatto?

La isolana torta caprese

Anche la caprese al cioccolato è un dolce che adoro, nato sulla vicina isola di Capri. Pensate che è preparato con ingredienti semplicissimi: cacao, mandorle, burro e zucchero. Attenzione che non va la farina, infatti si racconta che questo dolce nato nel 1920 da Carmine del Fiore sia stato un errore perché il pasticcere si era dimenticato di mettere la farina.

Non è l’unica storia che si narra sull’origine di questo dolce. Qualcuno infatti dice che un Re di Napoli sposò una principessa austriaca a cui mancava la deliziosa sacher.

Chissà qual è la vera storia, anche se non è così importante, è talmente buona che “come sia nata” passa in secondo piano 🙂

Migliaccio

Tra i tanti dolci napoletani e della tradizione partenopea non si può non citare il migliaccio, un dolce dalle origini antiche che accompagna il martedì grasso.

L’ingrediente che non può mancare in questo dolce è il miglio, un ingrediente della tradizione povera, che oggi viene sostituito dal semolino. A questo si aggiungo ricotta, uova, zucchero e la scorcia d’arancio, spesso sostituito con l’essenza dei fiori d’arancio. La consistenza ricorda quella della polenta.

Principalmente è un dolce più legato ai territori di Avellino e Benevento, ma ovviamente non manca nemmeno nelle pasticcerie napoletane, che tanto lo amano durante le feste di Carnevale.

Dove assaggiarli a Napoli

Difficile scegliere quali siano le pasticcerie di Napoli più buone dove assaggiare i dolci napoletani della tradizione. Effettivamente però alcune sono diventate più famose di altre, un po’ perché storiche, un po’ perché le loro preparazioni sono uniche.

Ecco la mia lista personale (compilata con anche l’aiuto di chi a Napoli ci ha vissuto e la conosce bene), dove andare ad assaggiare i famosi dolci di Napoli.

Gran Caffè Gambrinus

Cafè Gambrinus a Napali
La Mathilda, uno dei dolci tipici del Caffè Grambrinus: una sfogliatella rivisitata

📍 Piazza Trieste e Trento, 7
👉🏻Sito: Gambrinus

A due passi da Piazza del Plebiscito si trova una delle storiche pasticcerie di Napoli, il Gran Cafè Gambrinus. Non è solo un bar, ma uno dei luoghi più iconici della città, ritrovo per artisti e intellettuali durante gli anni ’50, come Wilde, Sartre, D’Annunzio e molti altri. Luogo famoso anche nel cinema e nella letteratura, fu per molti anni il simbolo della vita mondana in città.

Fu costruito nel 1860 e fu chiuso nel 1938 perché considerato antifascista. Negli anni ’70 riaprì i battenti dopo essere stato riportato allo splendore della belle epoque.

Il locale è molto elegante, con camerieri in camicia bianca e papillon. Il banco con le paste è meraviglioso e il caffè pare sia il più buono di Napoli.

A proposito di costi è assolutamente accessibile, soprattutto se consumate al bancone: 3 colazioni con caffè e sfogliatelle 10€. Certo è che un posto molto “commerciale e turistico”, ma pur sempre un pezzetto di storia di Napoli. Se vi accomodate nel dehor esterno il costo sale, ma ne vale la pena, soprattutto per godersi il trambusto della città e la vista su Piazza del Plebiscito e il Palazzo Reale.

Da Ciro a Mergellina

📍 Mergellina fronte Via Orazio
👉🏻Sito: Da Ciro

Se siete di passaggio nella caratteristica Mergellina vi consiglio una capatina da Ciro, una delle storiche pasticcerie di Napoli dal 1952.

Oltre ad essere in una cornice unica, sul lungomare di Mergellina, le loro paste sono davvero deliziosa e apprezzate da tutti, turisti e non. Da provare assolutamente è la famosa graffe, la deliziosa ciambellina fritta. Pare siano le più buone del golfo 😉

Pasticcerie Leopoldo

📍 Via Chiai, 248
👉🏻Sito: Pasticcerie Leopoldo

Fondata nel 1940 da Leopoldo Infante, questa pasticceria nasce come panificio e diventa presto molto famosa anche per le sue deliziose paste e sopratutto per la preparazione dei celebri taralli dolci napoletani.

La tradizione di questo unitasi alla voglia delle generazioni più giovani di mettersi alla prova ricreando i dolci più buoni della tradizione napoletana, l’hanno portata ad essere un vero punto di riferimento in città. Infatti, tanti sono i punti vendita sotto il nome di Pasticcerie Leopoldo o Casa Infante. Il mio preferito è quello in via Chiaia, una delle vie dello shopping nel cuore di Napoli.

Qui potrete solo acquistare dolci “take away”, come il vero street food napoletano vuole. Malgrado non ci siano sedie e tavoli dove accomodarsi il locale è davvero molto bello, con un bancone carico dei più buoni dolci napoletani. Infatti, nonostante il piccolo forno, le preparazioni erano deliziosi e ho potuto assaggiare i dolci napoletani più buoni e tradizionalisti.

Pasticceria Poppella

📍 Via Arena della Sanità, 29
👉🏻 Sito: Pasticceria Poppella

La pasticceria Poppella deve il suo successo ai fiocchi di neve, le soffici briochine dal cuore morbido e ricoperte di zucchero a velo.

Come molte delle pasticcerie citate, anche questa affonda la sue origini agli inizi del ‘900, precisamente nel 1920, quando i coniugi Scognamillo unirono i loro nomi per creare la pasticceria Poppella. La pasticceria storica si trova nel Rione Sanità, ma anche nel cuore di Napoli, a pochi passi dal Teatro San Carlo, potrete trovarne un’altra.

Qui potrete mangiare i puoi buoni dei dolci napoletani. Inoltre, siccome nacque come forno per il pane, non mancano i famosi taralli. Se passate di qui però vi consiglio assolutamente di mangiare i fiocchi di neve, sono il pezzo forte della pasticceria.

Pasticceria Giovanni Staturchio

📍 Piazza San Domenica Maggiore, 19
👉🏻 Sito: Giovanni Staturchio

La Pasticceria Staturchio ha un animo calabrese visto che venne fondata nel 1905 da Giovanni Staturchio dopo aver lasciato la sua terra, la Calabria. Dopo varie vicissitudine tra i fratelli, la storica pasticceria si trasferisce definitivamente in Piazza San Domenico Maggiore, dove tutt’ora si trova.

Qui ci si perde tra una sfogliatella e una pastiera, ma la cosa più iconica di questa pasticcerie è il Baba Vesuvio. Durante il G7 del 1994 decisero di fare questo dolce speciale in omaggio a Napoli e fu un vero successo, tanto che lo brevettarono.

Oggi, oltre ad essere una delle pasticcerie di Napoli più buone, è una una vera e propria industria dolciaria apprezzata un po’ ovunque.

Cioccolateria e Pasticceria Gay-Odin

📍 Via Toledo, 427
👉🏻 Sito: Gay-Odin

Al 427 di via Toledo ci siamo fermati a mangiare un bel gelato da Gay-Odin. Non vi nascondo che l’aspetto è più quello di una catena, ma la sua storia è tutt’altro che banale. Gli ingredienti sono un uomo di Alba, pochi soldi in tasca e il sogno di realizzare qualcosa di speciale. Nasce così questa cioccolateria e nel 1922 apre una fabbrica di cioccolato a pochi passi da Via dei mille.

Oggi ci sono 9 punti vendita in città. La direzione è cambiata, ma la qualità è quella di un tempo. Io i dolci non li ho assaggiati, ma il gelato artigianale è davvero delizioso.

Che dire

Una delle cose che amo di più del viaggiare è scoprire tutte le prelibatezze della cucina della regione che mi ospita e, ovviamente, i dolci napoletani sono stato un vero viaggio alla scoperta di una cultura enogastronomia pazzesca.

Poi Napoli è una città meravigliosa, piena di bellezze da scoprire… e che dire poi dei napoletani, un popolo chiassoso e terribilmente pieno di vita, nonostante la vita qui non sia sempre facile.

Scoprite tutto su questa meravigliosa città in questi articoli:

Che mi dite invece di voi? Ci siete stati in questa bellissima città? Avete provato questi tradizionali dolci napoletani?


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