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7 piatti tipici da provare a Ferrara

Piatti tipici Ferrara

Ferrara non è solo bella da visitare, ma è anche una città dove provare alcuni dei piatti tipici più famosi della tradizione emiliana, uno più buono dell’altro. Dolci o salati, sono tutte prelibatezze che si tramandano da generazione in generazione e molti di loro affondano le loro origini nel rinascimento.

Alcuni piatti di cui vi parlerò sono di origine popolare, altre ricette invece sono nate nelle cucine della corte estense, che diede anche splendore a Ferrara e la rese la bella città che ancora oggi si può visitare.

In questo articolo voglio portarvi con me in un viaggio gastronomico alla scoperta della cucina tipica di Ferrara, con 7 piatti che vi suggerisco assolutamente da provare.

La torta tenerina o tacolenta

Uno dei primi piatti che vi suggerisco di assaggiare a Ferrara e dintorni è la cosiddetta torta tacolenta, un dolce delizioso dal cuore cioccolatoso che si scioglie in bocca.

La ricetta risale agli inizi del ‘900, e la sua preparazione è molto semplice e la consistenza ricorda quasi la famosa torta caprese, che potrete assaggiare a Napoli e dintorni. La differenza è che in questo preparato mancano le mandarle e si aggiunge qualche cucchiaio di farina al composto di burro, uova e zucchero. Una volta cotta in forno, viene spolverata di zucchero a vero e l’interno rimane morbidissimo, appunto tenero.

L’origine del nome è molto curioso. Questo dolce è conosciuto anche come torta tenerina perché pare sia nata in onore di Elena Petrovich, moglie di Vittorio Emanuele III, conosciuta per il suo cuore tenero e la sua bontà. Inoltre, viste le origini del Montenegro della principessa, la troverete anche come torta montenegrina. Insomma, 3 nomi, un unico dolce 😉

Anche farla è casa è davvero semplice. Vi consiglio di usare la ricetta originale che potete trovare sul sito dedicato a Ferrara. Io ci ho provato ed è venuta una meraviglia!

La salama da sugo

Passiamo ora a qualcosa di salato e veramente sostanzioso: la famosa salama da sugo. Si tratta di un insaccato a base di carne di maiale mischiato con vino, aromi come pepe e sale e altre spezie e poi fatta stagionare per circa 1 anno e mezzo. A confronto con il tradizionale salame che è crudo, questo oltre ad essere stagionato viene anche cotto per molte ore, circa 8. Viene poi servito come secondo, con purea di patate o di zucca.

Anche in questo caso le origini sono antiche. La prima volta che venne nominato fu da Lorenzo de Medici che con una lettera ringraziava il duca estense della salama da sugo donatagli.

Anche questo prodotto è oggi annoverato nell’elenco dei prodotti IGP/DOP della provincia di Ferrara.

I cappellacci di zucca

Tra i miei piatti preferiti da provare a Ferrara metto al primo posto i cappellacci di zucca, una squisitezza dal sapore unico.

Come immaginerete l’ingrediente principale è la zucca del ripieno, precisamente la varietà violina, tipica di questa terra. Questo ingrediente viene poi lavorato con grana padano, uova e pangrattato e aromatizzata con la noce moscata. Viene poi inserito in una pasta all’uovo a cui viene data la forma di un raviolo, che pare ricordi il cappello di un contadino, per questo il loro nome.

Assolutamente da assaggiare saltati con burro e salvia, oppure al ragù. Io li ho davvero amati nonostante non mi piaccia particolarmente la zucca, che in questo piatto diventa qualcosa di irresistibile.

A proposito della ricetta originale del cappellacci di zucca, pare che sia stata ideata alla corte degli Estensi durante il dominio di Alfonso II, verso la fine del 1500. La ricetta appare per la prima volta nel ricettario dello chef Rossetti, dove sono inseriti con il nome di “tortellini con il butirro”, che cambierà in seguito in cappellacci. Se dapprima era un piatto da servire a corte aromatizzato con spezie pregiate come lo zenzero e la cannella, in un secondo momento diventa popolare, privilegiando gli ingredienti poveri.

I cappellacci di zucca al ragù
I cappellacci di zucca al ragù

Il pane tipico ferrarese: la coppia

Un prodotto semplice, ma che non manca mai sulla tavola italiana, è il pane che qui diventa famoso grazie alla coppia ferrarese, che conquista tutti, turisti e ferraresi!

Mentre si passeggia per la bellissima Ferrara non sarà strano farvi attirare dal profumo del pane appena sfornato dai tanti fornai in città. Non resistete alla tentazione e fermatevi ad acquistare il famoso pane ferrarese, che si chiama coppia oppure ciupèta. Potreste però anche trovarlo in tavola in una delle tante osterie della cittadina.

La sua forma doppia ricorda una stella e nasce per deliziare il palato del duca di ferrare nel 1500, anche se pare la forma gli sia stata data in un secondo momento. L’esterno è croccante e friabile, mentre l’interno ha una mollica morbida. Il suo ingrediente segreto è lo strutto, che lo rende buono anche per più giorni. Insomma, da assaggiare!

Sappiate anche che nel 2001 diventa prodotto IGP.

I mandorlini del ponte

Tra i dolci tipici della provincia di Ferrara (l’origine precisa è Pontelagoscuro) ci sono anche i cosiddetti mandorlini del ponte.

Si tratta di un biscotto morbido e friabile che pare venne preparato in occasione della visita di Papa Pio IX nel 1857. Esiste anche un’altra versione della sua storia, che vuole un garzone stanco di buttare via l’albume delle uovo e con pochi gesti crea questi squisiti biscottini.

Di cosa si tratta? Sono delle meringhe lavorate con zucchero, farina e ovviamente mandorle. Semplici ma deliziosi. Mentre comprate il pane potrete sicuramente acquistarne qualcuno 🙂

Il pasticcio di pasta ferrarese

La mia mamma il pasticcio lo prepara con gli avanzi di pasta, ragù, besciamella e tanto grana padano, ma qui è tutta un’altra storia. Per questo si chiama pasticcio alla ferrarese.

La preparazione è molto lunga e una delle principali cose che lo contraddistingue è l’aspetto, che lo fa assomigliare ad una torta. Infatti, il ripieno di maccheroni, ragù bianco, besciamella, funghi, tartufo e aromi è racchiuso in una sottile crosta di frolla. Poi, viene cotto in forno in un apposito tegame di rame.

Pare che la ricetta originale sia di Cristoforo di Messisburgo che prese la ricetta del pasticcio diffusa nel sud Italia la modificò, per ricreare qualcosa di unico. Dire che c’è riuscito! 🙂

Il pampepato

Ultimo dolce da annoverare tra i piatti tipici più buoni da provare a Ferrara è il famoso pampepato, che potrete facilmente acquistare nelle varie panetterie di Ferrara durante la vostra gita.

E’ il dolce più famoso della tradizione ferrarese e solitamente viene servito a Natale.

La ricetta nasce nelle cucine degli estensi molti secoli fa e fu più volte modificata, aggiungendo e togliendo ingredienti. Addirittura pare che arrivi da terre molto lontane viste le spezie con cui si prepara e solo in un secondo momento viene “italianizzato”. Poi c’è la versione di Siena e quella di Ferrara, che vi racconto qui.

Le origini del suo nome sono molto curiose e non hanno nulla a che vedere con il pepe, come io pensavo. Infatti, il suo nome corretto è pampapato, perché come ho appreso leggendo sul sito Ferrara Terra e Acqua, la ricetta nasce nel ‘600 nel Monastero del Corpus Domini di Ferrara. Le monache infatti stavano cercando qualcosa di unico da preparare per onorare il papa, in visita in città. Presero così un’antica ricetta e apportarono alcune modifiche, come l’aggiunta del cacao, bene di lusso all’epoca.

Qualcuno invece sostiene che il nome sia pampetato perché ricco di spezie… chissà.

Nasce così questo dolce con la forma del pane e a base di farina, mandorle, cacao, miele, frutta candita, varie spezie come chiodi di garofano e cannella e a completare una glassatura di cioccolato fondente. Una vera squisitezza.


Ferrara è davvero una città bellissima e i suoi piatti tipici sono la ciliegina sulla torta di un weekend all’insegna della storia, delle visite e del buon cibo.

Non dimenticate di dare un occhio all’articolo dedicato a Ferrara:

Qual è il piatto che più vi ha conquistato di questa meravigliosa terra?


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